La diplomazia al lavoro per tentare di risolvere il caso

I nostri marò ostaggi dell’India

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento

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I due marò in India

I due marò in India

Una delegazione di parlamentari, guidata dai presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, ha incontrato Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i nostri due marò prigionieri in India. Attualmente i due si trovano nella sede dell’ambasciata d’Italia a New Delhi, diventata la loro casa dopo il loro controverso rientro in India al termine del permesso natalizio a marzo dell’anno scorso. Come si ricorderà in quell’occasione il Governo Monti, dopo aver dichiarato che i due fucilieri sarebbero rimasti in Italia, cedette subito alle richieste del Governo indiano,rispedendo in India i due marò, che rischiano ancora la pena di morte.

PARLAMENTARI – A Latorre e Girone la delegazione parlamentare ha ribadito che chi fa parte di una missione internazionale anti-pirateria non può e non deve esser confuso con i terroristi. Né tantomeno rischiare la pena di morte. Questo concetto è stato espresso a più riprese in diverse sedi da rappresentanti del governo italiano ai loro colleghi americani e dell’Ue. I presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa del nostro Parlamento lo confermeranno nel prossimo incontro con gli ambasciatori europei a New Delhi.

GOVERNO INDIANO – Un quotidiano indiano, l’Hindustan Times, ha esplicitato le difficoltà del governo di New Delhi nella gestione del caso. Queste deriverebbero dal fatto che il ministero dell’Interno, all’inizio della vicenda, ha assegnato il caso alla Nia, l’agenzia specializzata per la lotta contro gli attacchi terroristici. Quest’agenzia, come prevede il suo statuto, può invocare soltanto la legge antiterrorismo, cioè il Sua Act, che prevede la pena di morte in caso di omicidio. Secondo il quotidiano pare che la Corte Suprema indiana volesse che il caso fosse affidato a una qualsiasi altra agenzia federale, ma ormai il ministero dell’interno resta vincolato alla sua prima decisione.

GOVERNO MONTI – Questo pasticcio è solo uno dei tanti che ci ha lasciato in eredità il Governo Monti grazie all’azione inconcludente e scoordinata dei suoi ministri e del suo premier. Ormai solo due pedine di quell’esecutivo sono rimaste nella nuova compagine, e ne soffriamo ancora le negative conseguenze.

La visita dei nostri parlamentari in India costituisce un segnale preciso ai due nostri soldati, al Governo e all’opinione pubblica indiana. Sta al Presidente del Consiglio Enrico Letta e alla sua squadra attivarsi perché la comunità internazionale, in primis Stati Uniti e UE, sappiano agire a livello diplomatico per risolvere nel migliore dei modi questa vicenda che è durata fin troppo a lungo a causa dell’insipienza del pusillanime governo tecnico. Come ho detto già in passato proprio in merito  a questa vicenda, dobbiamo dire grazie a Napolitano, che allora avallò la decisione, grazie a Monti, grazie a Terzi di Santagata, allora ministro degli Esteri. Sono loro i responsabili principali della restituzione all’India dei nostri marò, adesso ostaggi delle autorità indiane.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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Commenti (1)

  • Gesualdo Gustavo

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    Chi vorrebbe veder salvi e liberi i due marò in mano alla giustizia indiana dovrebbe prima chiedersi a che punto è la propria giustizia prima di demonizzare quella di terzi. E non è detto che non sia proprio in questi termini che si possa trovare il bandolo della matassa che lega i due militari italiani in attesa di imputazione e di giudizio in India con l’amministrazione della giustizia in Italia. Leggere per riflettere e credere che salvarli si può. Etica o teoria della reciprocità : Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui.
    Ecco a voi la verità che le autorità italiane tacciono e nascondono sulla vicenda dei due marò.
    http://www.ilcittadinox.com/blog/il-nesso-di-causalita-tra-schettino-e-i-due-maro.html
    Gustavo Gesualdo

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