Due ministri toscani, Maria Elena Boschi e Stefania Giannini, nel nuovo esecutivo

La Firenze di governo, da Lorenzo a Renzi

di Paolo Padoin - - Lente d'Ingrandimento, Politica

Matteo Renzi all'uscita dal Quirinale

Matteo Renzi all’uscita dal Quirinale

Matteo Renzi, sciolta la riserva, ha presentato al capo dello Stato la lista dei ministri. Un colloquio durato oltre due ore; conclusione irritualmente annunciata via Twitter: «Arrivo, arrivo! #lavoltabuona». Renzi è il quinto premier fiorentino, dopo Bettino Ricasoli, Adone Zoli, Giovanni Spadolini e Lamberto Dini (del quale forse occuperà anche la poltrona in tribuna vip allo stadio Artemio Franchi, abbandonando quella di sindaco). Ma la tradizione al comando, alla carica di governo, a Firenze, viene da lontano. I Medici hanno fatto scuola. Già, da Lorenzo a Renzi…

LA SQUADRA – Sarà alla guida di una squadra «snella» di 16 ministri, tra cui otto donne. Due le rappresentanti della Toscana, Maria Elena Boschi e Stefania Giannini. La Boschi, neo ministro per le riforme costituzionali e i rapporti col parlamento, è nata a Montevarchi, vive a Firenze dove svolge la propria attività di avvocato esperta in diritto societario ed è cultore della materia (diritto commerciale) all’università di Firenze. Componente della segreteria nazionale Pd con delega alle riforme istituzionali, fa parte della commissione affari costituzionali della Camera. La Giannini, neo ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, prenderà il posto di Maria Chiara Carrozza;  nata a Lucca, è professore ordinario di linguistica all’università per stranieri di Perugia. È segretario e coordinatore politico di Scelta Civica.

LISTA COMPLETA – Ecco la lista completa. Ministri con portafoglio sono: Federica Mogherini ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano ministro dell’Interno, Andrea Orlando ministro della Giustizia, Roberta Pinotti ministro della Difesa, Pier Carlo Padoan ministro dell’Economia e delle Finanze, Federica Guidi ministro dello Sviluppo Economico, Maurizio Martina ministro delle Politiche Agricole, alimentari e forestali, Gian Luca Galletti ministro dell’Ambiente, Maurizio Lupi ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giuliano Poletti ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Stefania Giannini ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Dario Franceschini ministro dei Beni e Attività culturali e del Turismo, Beatrice Lorenzin ministro della Salute. I ministri senza portafoglio sono: Maria Elena Boschi ministro per le Riforme costituzionali e Rapporti col Parlamento, Marianna Madia ministro della Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Maria Carmela Lanzetta ministro per gli Affari Regionali.

MORETTI E VIAREGGIO – Notiamo che non figura nella squadra uno dei nomi ricorrenti nel totoministri dei giorni scorsi, quello Mario Moretti. Può aver pesato nella scelta l’appello rivolto al premier dal sindaco di Viareggio e dall’Associazione «Il Mondo che vorrei», che avevano chiesto di non candidare l’ amministratore delegato delle Ferrovie, ritenuto uno dei responsabili del disastro ferroviario del 29 giugno 2009, costato la vita a 32 persone.

GOVERNO – Renzi ha ringraziato come prima cosa il presidente della Repubblica e ha poi rivolto un «pensiero di ringraziamento non formale, senza polemiche e di sostanza», al suo predecessore Enrico Letta. Il nuovo esecutivo nasce appoggiato dalla stessa maggioranza del precedente: può contare però anche su una certa apertura di credito da parte di Forza Italia, che ha confermato la propria opposizione, ma ha dichiarato la disponibilità a collaborare per le riforme.

CONSIGLIO DEI MINISTRI – Sabato 22 primo Consiglio dei ministri, con la nomina di Graziano Delrio quale sottosegretario alla presidenza del Consiglio e quindi il giuramento alle 11.30 al Quirinale. Il successivo passaggio parlamentare non dovrebbe riservare particolari sorprese. La prima parola spetterà lunedì all’Aula del Senato, dove la maggioranza è più risicata; poi martedì toccherà alla Camera, dove il Pd da solo può contare su un ampio numero di deputati.

PROGRAMMA – Un accenno breve al programma: «Il Paese non ha alternative, abbiamo la possibilità di realizzare le riforme che per anni non si sono fatte» ha detto il premier. Lo stesso presidente della Repubblica, nelle sue brevi dichiarazioni, dopo aver smentito contrasti con Renzi per la formazione della lista dei ministri, ha affermato di condividere l’intenzione del premier di realizzare in fretta le necessarie riforme istituzionali ed economiche.

Attendiamo fiduciosi i prossimi eventi, nella consapevolezza che un nuovo fallimento del governo, dopo le deludenti esperienze di questi ultimi anni, avrebbe conseguenze disastrose per il paese.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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