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Pensionati, razza dannata: che si ribella a Renzi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, il Blog di Paolo Padoin, Lente d'Ingrandimento, Politica

Le tasse pesano molto anche sui pensionati in Italia

Le tasse pesano molto sui pensionati in Italia

 

Nella prima manovra dell`esecutivo Renzi non c`è traccia di alcun beneficio per i pensionati più poveri, considerati quasi una categoria privilegiata. Anche chi ha un assegno inferiore ai 1.500 euro netti è discriminato rispetto ai lavoratori attivi. Ma protestano, non senza ragione, anche coloro che hanno pensioni più alte e che vengono continuamente messi all’indice. Perchè? Se viviamo in uno stato di diritto, si sappia che chi ha un assegno pensionistico più elevato l’ha ottenuto pagando, per 40 anni e più, contributi altissimi e, naturalmente, tasse in percentuale allo stipendio. È questa categoria di persone che ha contribuito a mantenere lo Stato. Perchè dev’essere punita per il bene che ha fatto al Paese?

GOVERNO – Il governo ha scelto di premiare soltanto chi ha un reddito da lavoro. Alcuni ricordano che l`imprenditore Davide Serra, molto vicino al premier, ai tempi della Leopolda aveva attribuito ai pensionati la colpa di aver rubato il futuro ai giovani. Forse anche questa teoria ha pesato sulla linea seguita dal Governo. L’esecutivo ha furbescamente dimenticato e escluso la categoria più debole, quella che non può fare uno sciopero e che in generale non partecipa a manifestazioni rumorose. Ma, secondo alcune voci sindacali, questa volta i pensionati non staranno zitti, si muoveranno per tutelare i propri diritti.

PENSIONI – Il sottosegretario all`Economia, Pier Paolo Baretta, ha per di più confermato l’intenzione del Governo di intervenire nuovamente sulle pensioni per recuperare risorse. Si riferiva forse al prelievo di solidarietà che potrebbe essere chiesto alle pensioni più alte, dai 3.000 euro circa in su. Si tratta di un ritorno del Governo su terreni scivolosi; già in passato, nel mese di giugno 2013, il prelievo di solidarietà sulle sole pensioni oltre i 90.000 € l’anno è stato dichiarato incostituzionale.  Del resto, a lume di logica e di diritto, che differenza c`è fra un salario e una pensione di 3.000 euro? Costituiscono entrambi un reddito; ponendo il contributo soltanto a carico dei pensionati si creerebbero cittadini di serie A e di serie B.

COSTI – Si dovrebbe por mano con più energia ai costi della politica, sforbiciare il numero esorbitante di parlamentari, consiglieri regionali, comunali e provinciali  e degli enti collegati, ridurre drasticamente le indennità elevate, i rimborsi ai politici, la gran parte dei quali sono politici di professione e non hanno alcun mestiere. Anche fra i nuovi, fra i giovani vi sono esempi illustri. Lo spot della vendita delle auto blu su Ebay, propagandato come un primo taglio a questi costi, è stato certo ad effetto, ma il risultato economico è francamente ridicolo.

I pensionati, in questo periodo di crisi, hanno sostenuto anche quei componenti della famiglia che avevano perso il lavoro o che erano in cassa integrazione o i nipoti disoccupati. Già con le nefaste politiche dell’ultimo governo Berlusconi e soprattutto di quello di  Mario Monti il potere d’acquisto delle pensioni è calato del 30%. Definire, come si è letto recentemente, pensionati d’oro quelli che hanno una pensione superiore ai 3.000 € mensili è scorretto. Sono persone che, in una vita di lavoro, hanno versato contributi consistenti (il 33% della retribuzione) per garantirsi una rendita per la vecchiaia. Credere che i pensionati continuino a subire soprusi senza reagire è illusorio. E getta inoltre alle ortiche quell’esigenza di solidarietà fra generazioni che proprio i pensionati hanno dimostrato di saper tutelare in silenzio, lasciando ad altri gli slogan a effetto.

Aggiornamento del 18.3.2014.

Si legge sulla stampa di oggi che dovrebbe morire sul nascere l’idea di chiedere il contributo (si calcola che sarebbe stato di ben 2,9 miliardi) al 15% delle pensioni più alte, sul quale il premier Matteo Renzi avrebbe posto un veto. Si vede che il progetto non aveva ricevuto l’assenso completo del premier o che, ipotesi più verosimile, le proteste preannunciate hanno consigliato di riporre nel cassetto questa misura, in attesa di ripresentarla in futuro.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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