Isola di Montecristo: bomba d’acqua devasta la spiaggia di Cala Maestra e minaccia l’ecosistema

Quello che resta della leggendaria spiaggia di Cala Maestra
Quello che resta della leggendaria spiaggia di Cala Maestra dopo la bomba d’acqua del 15 giugno

MONTECRISTO (LI) – L’isola di Montecristo non è più la stessa dopo un eccezionale nubifragio accaduto nella notte tra sabato 14 e domenica 15 giugno. È successo tutto in poche ore, dalla mezzanotte alle quattro di mattina. Una vera e propria bomba d’acqua ha distrutto l’unica strada che conduce al molo, danneggiato un muro, minacciato un piccolo ponte. Ma soprattutto è la meravigliosa spiaggia di Cala Maestra ad aver cambiato volto: la sabbia non esiste quasi più, devastata da sassi, ghiaia e detriti arrivati a gran velocità dalla montagna attraverso l’unico ripido fosso che scende a mare, diventato in poco tempo una cascata rovinosa.

«Ci vorranno mesi, forse anni perché la spiaggia torni come prima» è il primo commento di Stefano Vagniluca, responsabile dell’Ufficio territoriale per la Biodiversità di Follonica del Corpo Forestale dello Stato, da cui dipende la gestione di quel gioiello che è la Riserva Naturale Statale dell’Isola di Montecristo. Anche l’acqua trasparentissima di Cala Maestra (dove è vietata perfino la balneazione ai pur pochi visitatori della Riserva) è in questi giorni torbida. Un problema che si risolverà in tempi molto più rapidi, anche se qualche conseguenza negativa potrebbe esserci per la «Posidonia oceanica», una vegetazione sottomarina che rappresenta uno dei massimi livelli di sviluppo di un ecosistema, molto prezioso nel Mediterraneo.

Striscia di spiaggia erosa dal nubifragio

L’allarme, all’alba di domenica, è stato dato dalle due guardie forestali e dalla coppia di custodi che abitano nell’isola. Dal Comando regionale della Forestale è stato deciso l’invio di altro personale per provvedere alle riparazioni più urgenti ma anche verificare le condizioni dell’ecosistema, non solo a valle ma soprattutto in quota. Cespuglio dopo cespuglio fino alla massima quota di 650 metri sul livello del mare del monte Fortezza.

Tra i «tesori» dell’isola ci sono i nidi di Berta minore, un raro uccello marino migratore, comune normalmente nell’oceano Atlantico ma che in Italia si trova solo a Montecristo. È una specie protetta di cui ci sono almeno 600 coppie che nidificano. I forestali, dopo il nubifragio di domenica, dovranno verificare in che stato si trovano i nidi e le uova. Il rischio che l’acqua abbia portato via tutto o almeno parte di questo prezioso tesoro è molto alta.  Ma i controlli dovranno riguardare anche i tanti stagni per i volatili migratori, come pure i giovani arbusti di leccio, che erano stati recentemente reimpiantati per procedere al rimboschimento. Non è da escludere che ci sia rimasto poco o niente. È presto dunque per avere, a distanza di poche ore, una stima completa dei danni e degli interventi da eseguire. Ma il colpo alla più esclusiva delle isole dell’arcipelago toscano è stato davvero devastante.

 

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