La legge di stabilità potrebbe colpire gli assegni mensili

I pensionati da 3.000 euro in su nel mirino di Renzi (che non tocca i deputati…)

Le tasse pesano molto anche sui pensionati in Italia
Le tasse pesano molto sui pensionati in Italia

Il governo sta progettando i contenuti della prossima legge di stabilità, con tutte le incognite: legate alla reale crescita del Pil e all’esito del negoziato con Bruxelles sui nuovi margini di flessibilità eventualmente da utilizzare. Dall’esito di queste “trattative” dipende anche il ricorso all’ eventuale manovra correttiva per evitare di superare il tetto del 3% di deficit. Renzi e Padoan continuano a smentire questa possibilità, ma fra le varie anticipazioni che trapelano da palazzo Chigi, filtra quella per cui potrebbe tornare d’attualità un contributo dai pensionati con assegno dai 3.000 euro in su.

BONUS 80 EURO – L’esigenza è sempre quella di trovare le coperture per rendere strutturale il bonus Irpef da 80 euro in busta paga, come ha preannunciato recentemente anche il ministro Padoan. Un’operazione difficile da realizzare anche perché l’andamento del Pil continua a risultare al di sotto delle stime originarie dell’esecutivo.

SPENDING REVIEW – Per la fase due della spending review programmata da Cottarelli restano da recuperare circa 14 miliardi che potrebbero arrivare da 5 diverse direzioni: – tagli alle partecipate; – potenziamento dell’operazione già avviata sul terreno degli acquisti di beni e servizi della Pa; – razionalizzazione delle uscite per gli immobili; – fabbisogni standard a tappeto per gli enti locali; – dimagrimento della macchina burocratica con la chiusura di enti e sedi periferiche. Ma tutto questo potrebbe non essere sufficiente per mantenersi entro i limiti fissati dalla Ue, motivo per cui fra le ipotesi relative ad un Piano B, oltre a una manovra correttiva da non meno di 15 miliardi, è entrata quella relativa ad un contributo dalle pensioni più alte.

PENSIONI – L’ipotesi è dunque proprio una mini stangata sulle pensioni, ovviamente quelle alte, da 3mila euro al mese in più. Non si conoscono ancora i dettagli della proposta, né tantomeno dal Governo sono arrivate smentite o conferme. Certo è che si tornerà a parlare di ticket o contributo di solidarietà, col rischio di una bocciatura visto che la Corte costituzionale è già intervenuta in materia, sancendo l’illegittimità del prelievo sulle pensioni in quanto viola il principio di eguaglianza. Adesso è applicato un contributo su tutte le pensioni superiori a 90.000 € annui, pubbliche e private, che è stato oggetto di numerosi ricorsi perché ritenuto illegittimo.

DEPUTATI – Nel progetto ci sarebbe però una categoria di pensionati del tutto immune da sacrifici di questo tipo. La «previdenza» dei parlamentari rimarrebbe un caso unico di squilibrio e privilegio, in barba alla spending review e alle riforme – votate dagli stessi parlamentari – che hanno trasformato il sistema previdenziale italiano in quello più severo dell’Unione europea. Dal bilancio interno della Camera in corso di approvazione in questi giorni, emerge ancora una volta l’anomalia delle onorevoli pensioni. Nel 2014 Montecitorio prevede di incassare tra ritenute e contributi previdenziali pagati dai deputati 25,7 milioni di euro e, nello stesso anno, di spendere per i vitalizi 156,2 milioni di euro: sette volte tanto. Il ‘buco’ previdenziale dei deputati,  è di circa 130 milioni in un solo anno. Se i normali cittadini avessero lo stesso trattamento in termini di rapporto tra contributi pagati e assegni incassati, l’Inps sarebbe in rosso di quasi 220 miliardi di euro.
Renzi e Padoan hanno dimostrato in ogni occasione e in ogni modo di voler fare cassa con i pensionati, che sono diventati il bancomat preferito del governo. Mi sembra un gioco ingiusto e anche pericoloso. Anche i pensionati votano e, come numero, sono molti più dei giovani o dei lavoratori che verrebbero beneficiati dall’estensione degli 80 €. Senza considerare che, anche in questo caso, potrebbero fioccare i ricorsi alla Corte Costituzionale.

contributo, Governo, pensioni


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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