La svolta con Renzi al raduno di San Rossore

I Boy- scout spodestano Comunione e Liberazione nei meeting dell’associazionismo cattolico

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

 

Matteo Renzi e gli scout

Matteo Renzi e gli scout

Per un lungo periodo di tempo, ma soprattutto nel periodo dei governi Berlusconi, tutti i politici facevano la coda per partecipare agli spettacolari Meeting di Rimini, organizzati da Comunione e Liberazione. La sfilata dei big della politica in tale occasione segnava la ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, mentre gli interventi dei numerosi politici facevano intravedere laboratori di alleanze e strategie governative.

Adesso a San Rossore, presso Pisa, è nata una nuova lobby quella degli scout.

L’Agesci, l’associazione dei boyscout cattolici, nonostante lo stile un po’ naif, con quei pantaloni corti, scarponi e fazzolettone al collo, mantiene contatti con il potere, e la proclamazione di scuola politica d’eccellenza, ricevuta dal premier Renzi, che proviene da quel mondo, ne prefigura in qualche modo il ruolo di luogo di formazione per la futura dirigenza partitica.

Anche perché Renzi ha sempre collegato la sua esperienza giovanile negli scout al suo impegno politico, tanto che ha ripreso, nella sua attività politica, i principi guida dell’associazione, a partire dalla «Carta del coraggio». Non a caso Renzi, sul proprio sito, ospita una frase di Baden Powell, padre degli scout, sulla necessità di lasciare il mondo «migliore di come lo abbiamo trovato».

Sembra che adesso la sinistra che vuole occupare i posti chiave del potere debba assumere la faccia pulita, rassicurante e ottimista dei giovani scout. Dallo scautismo deriva anche una nuova immagine della politica che esce dai Palazzi, si avvicina alla gente e aspira al cambiamento della società.

Gli scout sono un’associazione radicata nel nostro paese. Fra i politici italiani hanno avuto esperienze nell’Agesci il presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro della Difesa Roberta Pinotti. È stato scout Filippo Taddei scelto da Renzi per fare il responsabile economico del Pd e il finanziere Davide Serra che ha aperto a Renzi le porte della finanza della City. Hanno condiviso la stessa esperienza i parlamentari democratici David Ermini e Federico Gelli. Nell’elenco figurano Giuseppe Fioroni, l’ex ministro Corrado Passera, Giovanna Melandri, Giuliano Pisapia, David Sassoli e Guido Bertolaso.

Lo scoutismo annovera anche nomi illustri a livello internazionale. Molto stretto è il legame con la Casa Bianca, se fra gli ex scout americani si contano John F. Kennedy, Gerald Ford, George W. Bush, Bill Clinton nonché la consorte Hillary Clinton.

Anche l’Inghilterra vanta un vasto stuolo di vip ex scout, come l’ex premier John Major, il naturalista David Attenborough, i cantanti David Bowie, Boy George, Paul McCartney e George Michael. La Svezia riporta in elenco il Re Carlo XVI Gustavo e la Repubblica Ceca lo scrittore Vaclav Havel, divenuto il suo primo Presidente della Repubblica dopo la scissione della Cecoslovacchia.

Aspettiamoci dunque che San Rossore prenda il posto di Rimini, che gli scout si sostituiscano a comunione e liberazione nel costituire il nuovo serbatoio della politica italiana, e speriamo che i frutti futuri siano migliori di quelli prodotti nel passato

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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