Toscana: Renzi ha fatto la scelta giusta. La ricandidatura di Rossi unisce tutto il Pd

Dopo l’uscita di Matteo Renzi, che ha giudicato naturale la ricandidatura di Enrico Rossi alla presidenza della Regione Toscana, vedo che esponenti del centrodestra toscano si lasciano andare ad interventi che mostrano una certa inquietudine. Li capisco.  Perchè, dal loro punto di vista, la strada già difficile di contendere la Regione al centro sinistra, con questo passaggio diventa ancora più ardua per almeno tre o quattro motivi.

Intanto c’ é un riconoscimento di Renzi sul lavoro svolto da  Rossi  in una legislatura difficile, tenendo in equilibrio sia il bilancio della Regione che quello della sanità, intervenendo con decisione in tante aree di crisi, facendo scelte forti per la tenuta della coesione sociale, avanzando azioni importanti per la crescita come l’anticipazione con risorse proprie dei fondi europei 2014-20. Ma Rossi ha mantenuto dritta la barra riformista,  portando avanti con determinazione, ad esempio, la gara unica per la gestione del trasporto regionale, l’unificazione del sistema aeroportuale toscano ma anche la stessa riforma a quaranta consiglieri e della legge elettorale. L’uscita di Renzi  ha anche il pregio di rassenerare ulteriormente un clima che, oggettivamente, poteva tendere ad agitarsi prima della campagna elettorale. Importante, perchè la maggiore serenità consentirà un fine legislatura nel quale sarà più facile portare in fondo le cose importanti che ancora possiamo fare. Eppoi darà modo a tutti, nel Pd toscano, di orientarsi convintamente per la ricandidatura di Rossi e di fare una bella campagna elettorale, durante la quale  iscritti e simpatizzanti – sia chi, in questi anni, è stato più d’ accordo con Renzi, sia quelli che lo sono stati più con Rossi – potranno provare soddisfazione per riportare il Pd ad avere successo elettorale pieno. E  Rossi a proseguire la sua esperienza di Presidente con  programmi condivisi, capaci di migliorare ulteriormente il futuro della nostra regione. Come si conviene a un  partito unito e, allo stesso tempo, pluralista.

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