Sub morti alle Formiche di Grosseto: c’è un altro indagato. Nuove accuse

L'isolotto delle Formiche di Grosseto
L’isolotto delle Formiche di Grosseto

GROSSETO – C’è un secondo indagato nell’ambito dell’indagine della procura di Grosseto sulla morte dei tre sub di Perugia, deceduti il 10 agosto scorso durante un’immersione al largo delle Isole Formiche. Si tratta di Maurizio Agneletti, un collaboratore del diving Abc di Talamone, il cui titolare Andrea Montrone era già stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo plurimo. Il collaboratore, secondo quanto accertato dalla procura di Grosseto, avrebbe aiutato Montrone a ricaricare le bombole al cui interno è stato trovato monossido di carbonio in dosi massicce che ha causato la morte dei sub perugini.
Montrone e Agneletti sono inoltre accusati anche del malore avuto da un quarto sub che si era immerso lo stesso giorno con un altro gruppo all’Argentarola. Maurizio Ciocca, questo il nome del 61enne originario di Talamone che ha rischiato di morire come i sub di Perugia, è stato salvato probabilmente per la celerità dei soccorsi ricevuti: l’uomo è stato infatti subito trattato con dell’ossigeno fornito dalla barca che gli ha prestato aiuto. L’uomo è stato comunque ricoverato per giorni in camera iperbarica. Nella sua bombola, hanno stabilito gli accertamenti disposti dalla procura di Grosseto, c’era monossido di carbonio per 2.300 particelle per milione. Nelle bombole dei sub perugini morti c’era monossido per 2.300, 2.100 e 1600 ppm. La procura contesta ai due indagati anche questo ulteriore episodio.

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