Dopo le indagini arrivano i primi provvedimenti

Regione Emilia Romagna: spese folli, sequestrati i beni dei capigruppo inquisiti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica

La sede del Consiglio regionale dell'Emilia

La sede del Consiglio regionale dell’Emilia

La Guardia di Finanza di Bologna, su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti, sta sequestrando in queste ore beni immobili e crediti di natura retributiva nei confronti di ex otto capigruppo dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna. I partiti coinvolti sono Pd, Pdl, Udc, Idv, Movimento 5 Stelle, Sel, Fds e gruppo Misto. Il capogruppo della Lega Nord  è scomparso nei mesi scorsi. Gli stessi capigruppo erano già indagati nell’inchiesta della procura sulle cosiddette spese pazze, per cui un mese e mezzo fa sono stati emessi 42 avvisi di fine indagine.

SEQUESTRO – La procura regionale della corte dei conti di Bologna ha ottenuto dalla locale sezione giurisdizionale un decreto di sequestro conservativo in favore dell’assemblea legislativa della regione – che risulta l’ente danneggiato – fino alla concorrenza del danno patrimoniale contestato, quantificato in oltre 1,2 milioni di euro. Si tratta delle spese dei gruppi consiliari nel 2012, mentre le indagini della procura ordinaria riguardavano i rimborsi da giugno 2010 a dicembre 2011.

VERIFICHE – Le verifiche amministrativo-contabili svolte dall’autorità giudiziaria contabile hanno riguardato le spese sostenute dai singoli gruppi consiliari dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna nell’anno 2012. Al termine degli accertamenti la Corte dei conti ha avuto modo di rilevare che i contributi posti a carico del bilancio regionale erano stati utilizzati dai rispettivi gruppi per spese ritenute non inerenti all’attività istituzionale e al funzionamento del gruppo stesso.

 CONTRIBUTI – “Al termine degli accertamenti – fanno sapere le fiamme gialle – la Corte dei conti ha avuto modo di rilevare che i contributi posti a carico del bilancio regionale erano stati utilizzati dai rispettivi gruppi per l’effettuazione di spese ritenute non inerenti all’attività istituzionale e al funzionamento del gruppo stesso”. Tra le voci contestate dal nucleo di polizia tributaria ci sono i costi sostenuti per taxi, auto, autostrade, treni, ristoranti, alberghi, giornali e consulenze, che sono ritenuti dagli investigatori ingiustificati rispetto all’attività istituzionale alla quale vengono riferiti. 

Finalmente si comincia a intervenire concretamente per porre riparo alle ruberie perpetrate da politici di ogni colore nell’ambito dei Consigli regionali, non soltanto in Emilia, la rossa Emilia un tempo portata ad esempio di specchiata amministrazione. Ancora una volta lo ribadisco: è necessario porre immediatamente mano alla riforma, in senso di riduzione drastica (solo tre o quattro più le isole) di questi enti mangiasoldi che sono da sempre le regioni italiane.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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