Clamorosa lettera-denuncia di un poliziotto

Polizia di Stato, agente smentisce Alfano sul sito del Sap: «Contro il terrorismo non abbiamo strumenti, né preparazione»

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Primo piano, Top News

Agenti polfer alla stazione di Bologna

Agenti polfer alla stazione di Bologna

»FIRENZE – Sono note le sconcertanti prese di posizione di alcuni nostri ministri in tema di terrorismo, culminate con le contestate dichiarazioni di Gentiloni a Londra che prima ha affermato che tra gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste si nascondono terroristi, poi, richiamato all’ordine da qualcuno, ha smentito. Il ministro Alfano, invece, su questo punto non si è sbilanciato, ma ha sempre affermato che le Forze dell’ordine e la nostra intelligence sono pronti a scongiurare gli attacchi. Ora queste dichiarazioni sono smentite da un rappresentante delle Forze dell’ordine, un agente della Polfer di Bologna che, firmandosi Giulio, ha postato questa lettera nel sito del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia):

«Cari colleghi, io sono sconcertato. Da qualche giorno non si fa altro che parlare di altissimo rischio attentati da parte di estremisti islamici. Il Governo dichiara misure eccezionali e qualcuno dice persino che la nostra Polizia è preparata a fronteggiare i terroristi. Beh io non sopporto più la propaganda politica e le bugie dei nostri vertici (coperti anche da qualche nostro sindacalista). Nonostante abbia compiuto il mio quindicesimo anno di matrimonio con la divisa, non mi sento assolutamente preparato ad affrontare i terroristi. Io lavoro nella stazione che è stata teatro del più vile attentato terroristico della storia italiana eppure, dopo più di un trentennio, mi sento vulnerabile come si sentivano i colleghi di allora. Nessuno mi ha mai insegnato come fronteggiare un uomo con Kalashnikov e giubbetto antimissile (io ho solo una misera beretta e il giubbetto me lo hanno pure tolto). Nessuno mi affianca un cane o un robot anti esplosivo ogni volta che devo controllare un bagaglio abbandonato. Nessuno mi permette di utilizzare uno spray urticante se mi trovo di fronte un pazzo con un coltello. Nessuno mi ha dato un metal detector. Sono anni che dal Ministero promuovono sperimentazioni di divise operative, nuovi strumenti di difesa e regole di ingaggio ecc. ecc. Solo propaganda. La verità? Io, agente della Polizia di Stato, che lavoro in uno dei posti più a rischio attentati in Italia sono il meno tutelato di tutti. La mia divisa è la meno operativa possibile: pantaloni classici (buoni per la prima comunione), scarpette di gomma nere (stile usciere comunale) camicia con cravatta (ottima per le foto ricordo), berretto rigido (da banda musicale di paese), radio portatile (tipo mattone)…può bastare?  Così conciato non contrasto proprio nessun terrorista. Siccome noi ci teniamo alla nostra vita e badiamo all’operatività della divisa che indossiamo sborsiamo di tasca nostra diverse centinaia di euro l’anno per sistemare quello che i burocrati del nostro Ministero non sono capaci di fare. Acquistiamo in proprio fondine operative, stivaletti militari, pantaloni e camice su misura, maglioni, cappelli… Tutto questo è normale? Oggi ho appreso che qualche collega ha deciso persino di comprarsi il giubbetto antiproiettile. Si perché noi della Polfer di Bologna la sera vogliamo tornare a casa. Voi ci mandate allo sbaraglio senza preparazione, senza mezzi e senza tutele. Finitela di pensare al mattinale e alle statistiche. Non siamo marionette con la cartella dei nominativi in mano. Noi dobbiamo difendere i cittadini da minacce e da delinquenti veri!»  Un saluto, Giulio.

Aspettiamo che Renzi e il ministro Alfano, dopo aver speso tante promesse sulla sicurezza e aver invece ridotto sempre più i mezzi a disposizione delle Forze dell’ordine, diano una risposta concreta alle sensate e circostanziate osservazioni di Giulio. Siamo solo preoccupati che la risposta contenga solo un fiume di parole. 

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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