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Riforma pubblica amministrazione: licenziamento, in arrivo il decalogo che precisa i casi previsti

Scritto da Paolo Padoin lunedì, 06 febbraio 2017 06:45 @ 06:45 in Cronaca,Economia,Politica,Primo piano | No Comments

Marianna Madia

ROMA – Dopo tante anticipazioni, chiacchiere, polemiche, proteste sindacali, osservazioni delle parti politiche arriva finalmente una norma che metterà il punto fermo (almeno si spera) per le ipotesi di licenziamento degli statali. In attesa che poi la magistratura le interpreti poi a modo suo. E’ in arrivo una sorta di decalogo, con un elenco di dieci situazioni da alert, che precisa quanto oggi già previsto. Nel decreto Madia sul pubblico impiego, atteso per metà febbraio, si dovrebbe fare così chiarezza sulla questione, mettendo in fila una dopo l’altra le condizioni che determinano il cartellino rosso: dalla falsa attestazione della presenza in servizio allo scarso rendimento. La sanzione massima si attiverebbe, nei casi più gravi, anche per il responsabile che davanti agli illeciti si volta dall’altra parte.

L’elenco precisa le situazioni a rischio, tra cui le gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento , come accettare regali costosi, abusare dell’auto di rappresentanza. (nello specchietto a destra le 10 ipotesi previste)

Nel decreto, previsto per metà febbraio, dovrebbe anche essere stabilito che in caso di procedura ordinaria entro tre mesi, non più quattro, l’azione deve essere conclusa. Resta fermo il licenziamento sprint, di 30 giorni, per il furbetto del cartellino, che dovrebbe essere esteso a tutte le forme illecite che portano a licenziamento accertate in flagranza.

Ma ci sono altre precise ipotesi quali le assenze di massa in occasione di Grandi Eventi, iscrizioni scolastiche, presentazione 730, o di circostanze straordinarie che richiedano in ogni caso più impegno del normale. O quelle ripetute malattie che, guarda caso, insorgono soprattutto di venerdì e di lunedì come nel previsto primo giorno di lavoro al ritorno dalle ferie. Ma sono previste anche l’ipotesi di abuso dell’auto di rappresentanza, la falsa attestazione di presenza in ufficio o comunque dal servizio e lo scarso rendimento. Spauracchio quest’ultimo che ha messo in serio allarme i lavativi dediti più ai cruciverba e ai giochini con gli smartphone (la maggior parte dei pc degli uffici già da tempo non permettono di giocare con i solitari).

A parte il licenziamento, viene anche rivista tutta la road-map dell’azione disciplinare. Con tutta probabilità si preciserà che per le infrazioni di minore gravità, per cui è previsto il solo richiamo verbale, le regole saranno stabilite dai contratti. I tecnici del ministero della P.a. stanno lavorando a una semplificazione dell’iter e si dovrebbe anche aprire a una gestione unificata per le sanzioni più gravi, per cui più amministrazioni possono fare capo a uno stesso ufficio. Anche qui ci sono dei chiarimenti, delle puntualizzazioni sul ruolo dell’ufficio per il procedimento disciplinare.

Inoltre i vizi formali, i cavilli giuridici, non potranno fermare l’azione. Anche in questo caso, viene estesa una clausola anticipata con il decreto anti-furbetti. Quindi la violazione dei termini interni fissati per la procedura non potrà impedire di andare avanti, né potrà annullare la validità della sanzione inflitta, fatto salvo il diritto alla difesa. Inoltre se il giudice accerta una sproporzione con la sanzione disciplinare, il procedimento si ripete.

VISITE FISCALI -Novità anche in questo campo, dove un polo unico della medicina fiscale in capo all’Inps, si occuperà anche di statali e non solo di privati. Nel decreto Madia sarà sancita la novità, con l’obiettivo di rafforzare l’efficacia degli accertamenti grazie al cervellone informatico dell’Inps, che permette di fare verifiche mirate. Dovrebbe essere assicurata anche la continuità professionale per i medici iscritti alle liste speciali. Ci dovrebbe poi essere la possibilità di condurre accertamenti ripetuti. Dovrebbero inoltre essere armonizzate le fasce orarie di reperibilità. Sarà assicurata continuità professionale ai 1.300 medici inseriti nelle liste speciali per le visite fiscali, con un rafforzamento del regime di convenzione per i camici bianchi deputati agli accertamenti, in modo da garantire maggiore specializzazione e l’attività in via esclusiva.

 


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