80° Maggio Musicale Fiorentino: debutta l’«Idomeneo» di Mozart a Pistoia

Un momento delle prove di «Idomeneo» al Teatro Manzoni di Pistoia per l’80° Maggio Musicale

FIRENZE – La prima opera dell’80° Maggio Musicale Fiorentino, inaugurato il 24 aprile da un concerto di Mehta, è il discusso, ma premiatissimo, «Idomeneo» di Wolfgang Amadeus Mozart con la regia di Damiano Michieletto, che andrà in scena dazl 26 aprile al 6 maggio al Teatro Manzoni di Pistoia, sede scelta in quanto la città è Capitale italiana della Cultura 2017. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio Musicale c’è Gianluca Capuano; nel ruolo eponimo il tenore Michael Schade; Ilia ed Elettra sono i soprani Ekaterina Sadovnikova e Carmela Remigio; Idamante è il mezzosoprano Rachel Kelly.

Solo quattro rappresentazioni, ma ci sono ancora biglietti, anche di galleria. Sono naturalmente previsti degli autobus da Firenze per l’andata e da Pistoia per il ritorno. All’opera vengono effettuati i consueti tagli e in tutto sono circa tre ore di spettacolo, con un solo intervallo.

Mozart compose «Idomeneo» dopo che, nell’estate del 1780, gli era giunto attraverso il conte Seeau, intendente teatrale del Principe Elettore Karl Theodor, l’invito a comporre un lavoro per il Carnevale di Monaco dell’anno successivo. Il debutto avvenne il 29 gennaio 1781, due giorni dopo il venticinquesimo compleanno di Mozart, e la musica dell’opera riflette la compresenza della persistente esuberanza giovanile e della maturità artistica ormai ampiamente raggiunta. Non è stata registrata la reazione del pubblico alla prima, ma deve essere stata molto buona, a giudicare dai pareri dei membri della corte di Monaco riportati nell’epistolario (in una lettera del 1º dicembre 1780 il conte Seinsheim gli scriveva: «Vi assicuro che mi aspettavo molto, ma veramente non mi aspettavo questo!»).

«Idomeneo» venne ripreso a Vienna nel 1786, in un’esecuzione concertistica (con modifiche rispetto alla prima) nel palazzo del principe Karl Auersperg, ed ebbe una notevole fortuna a cavallo tra XVIII e XIX secolo, poi uscì dal repertorio fino alla riscoperta nel secondo Dopoguerra, quando s’è risvegliato l’interesse per l’opera seria settecentesca. Dal 1983 le rappresentazioni nei principali teatri del mondo, in edizioni fedeli agli originali di Monaco e di Vienna, non sono rare: a Firenze, lo si è visto nel 2004 in una bella edizione diretta da Ivor Bolton con la regia di Graham Vick; quest’anno è stata appena data al Metropolitan di New York nell’allestimento ormai storico di Ponnelle. Il Maggio sceglie invece di riprendere  quello di Damiano Michieletto, che per questo spettacolo s’è aggiudicato lo “Schikaneder d’Oro” come miglior regista.

La vicenda-base (Idomeneo, re di Creta, mentre torna con la flotta dopo la guerra di Troia, è colto dalla tempesta e fa voto a Nettuno di sacrificargli il primo che incontrerà sulla terraferma. Naturalmente il malcapitato sarà il figlio Idamante, che ama riamato la prigioniera troiana Ilia, figlia di Priamo, ed è amato invano dalla figlia di Agamennone, Elettra, rifugiatasi lì dopo l’uccisione della madre Clitennestra) viene così reinterpretata dal regista: «Ho messo al centro della mia lettura il tema del rapporto padre-figlio e il passaggio verso la maturità. Un passaggio che comporta fatica e dolore. Idamante deve liberarsi dell’oppressione paterna, dai sensi di colpa, deve scoprire e vivere la sua indipendenza e il suo amore per Ilia. Si tratta di un passaggio che ogni figlio deve compiere: “uccidere” il proprio padre. E in questo caso c’è anche un mostro da uccidere, che rappresenta il peso della figura paterna. Il sacrificio a cui Idamante è sottoposto coincide con il suo riscatto, la fine della fanciullezza e l’inizio di una nuova vita. E nei dieci minuti finali, lo vediamo diventare padre a sua volta [dettaglio assente nel libretto, nda], mentre Idomeneo esce definitivamente di scena. La circolarità della vita è ricreata anche nello spazio scenico: il palcoscenico è ricoperto di terra. La terra che accoglie i cadaveri e da cui può nascere la nuova vita. Tutto lo spettacolo si avvale di un’estetica molto semplice, con pochi oggetti, proprio per rimanere nel solco di un approccio epico a questa vicenda, che però è sfrondata dai riferimenti mitologici e rapportata ad una umanità nella quale ognuno, oggi, può riconoscersi».

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino sono diretti da Gianluca Capuano. Gli interpreti sono il tenore Michael Schade (Idomeneo), il mezzosoprano Rachel Kelly (Idamante), i soprani Ekaterina Sadovnikova (Ilia) e Carmela Remigio (Elettra), il tenore Leonardo Cortellazzi (Arbace) e il tenore Mirko Guadagnini (Gran sacerdote di Nettuno). Come di consueto quando la regia è firmata da Michieletto, le scene sono di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti e le luci di Alessandro Carletti.

Biglietti da 20 a 140 euro; ancora disponibili, anche online, biglietti di galleria a 35 e qualche posto a visibilità limitata (20 euro)

Teatro Manzoni di Pistoia (Corso Gramsci 127)

«Idomeneo». Opera seria in tre atti. Musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Libretto di Giambattista Varesco dall’Idoménée di Antoine Danchet. Prima rappresentazione: 29 gennaio 1781 al Teatro Cuvilliés di Monaco di Baviera.

Mercoledì 26 aprile, ore 20
Domenica 30 aprile, ore 15:30
Mercoledì 3 maggio, ore 20
Sabato 6 maggio ore 20

Bus-navetta a 10 euro A/R da Firenze (partenza da Piazzale Vittorio Veneto) alle 18.15 e da Pistoia dopo lo spettacolo per le recite che iniziano alle 20; partenza alle 13.45 per la recita di domenica 30.

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