Elezioni: sempre più accesa contrapposizione fra parti politiche, anche in caso di catastrofe

Livorno maltempo

Man mano che ci si avvicina alle elezioni il clima politico si sta facendo sempre più incandescente, tanto da condurre il sindaco di Livorno (M5S) e il Governatore toscano Rossi (Mdp) – due personaggi in genere abbastanza moderati – a duellare sulla questione dell’allerta arancione o rossa, sulla pelle di 7 morti a causa dell’alluvione della città labronica. Richiamati all’ordine dal premier Gentiloni che saggiamente ha affermato: adesso è il momento del soccorso alle popolazioni colpite, le polemiche verranno in un secondo momento. Ma si tratta di un caso esemplare di un clima teso, in particolare fra Pd e M5s, tanto più che l’assessora toscana alla protezione civile, Fratoni (Pd), non ha trovato di meglio che inserirsi nella querelle, schernendo il sindaco grillino e ponendogli come esempio il sindaco di Pisa (Pd), città poco toccata dalla catastrofe livornese, che aveva inviato un messaggino alla popolazione sulla base dell’allerta regionale. Come dire i sindaci del Pd agiscono meglio di quelli grillini.

Dobbiamo tenerci i politici che in fondo ci meritiamo e che in ultima analisi votiamo, anche se non c’è onestamente molta scelta, tant’è che aumenta sempre più il partito delle astensioni.

Fatta questa premessa volgo il discorso verso un’altra direzione perché i nostri servizi d’intelligence hanno già cominciato ad analizzare il panorama italiano proprio in vista della contesa elettorale e avvertono i politici responsabili che esiste un alto rischio di tensioni negli strati più bassi della popolazione, dove la sofferenza per le ripercussioni della grave crisi economica è altissima e gli immigrati rappresentano il «nemico» che usurpa i diritti.

Già nell’ultima relazione dei servizi segreti, presentata nel febbraio scorso al Parlamento, sono stati in parte descritti i rischi di tensioni legate al fenomeno migratorio incontrollato. In un passaggio, dedicato proprio alla destra radicale in Italia e in Europa, si legge: «In particolare l’emergenza migratoria, ritenuta tra i temi più remunerativi in termini di visibilità e consensi, ha ricoperto un ruolo centrale nelle strategie politiche delle principali organizzazioni che, nel tentativo di cavalcare in modo strumentale il fenomeno, facendo leva sul malessere della popolazione maggiormente colpita dalla congiuntura economica e dalla contrazione del welfare, hanno sviluppato un’articolata campagna propagandistica e contestativa (manifestazioni, presidi, attacchinaggi, flash mob) contro migranti e strutture pubbliche e private destinate all’accoglienza, influenzando indirettamente anche la costituzione di comitati cittadini di protesta».

In questa situazione l’accelerazione della conflittualità fra le forze politiche in vista della contesa elettorale potrebbe portare a esasperare gli animi più accesi, con conseguenze nefaste in tema di ordine e sicurezza pubblica.

I malumori per la presenza del centro di accoglienza in via del Frantoio a Roma, così come le posizioni di alcuni sindaci che rifiutano di ospitare immigrati nei propri comuni e la questione delle occupazioni abusive di immobili, sono solo alcuni dei temi che hanno scatenato la polemica e in alcuni casi l’indignazione dei cittadini.

Il malessere della popolazione aumenta e la campagna elettorale, che vedrà le forze politiche scontrarsi proprio sui temi dell’immigrazione e del welfare, potrebbe accendere ulteriormente la scintilla delle proteste. Nella relazione del febbraio scorso, quando il flusso di barconi dalla Libia non accennava ancora a diminuire, gli 007 hanno lanciato l’allarme anche sui possibili scontri tra estrema destra e estrema sinistra: «Sul piano previsionale, si ritiene, infine, che continueranno a verificarsi episodi di contrapposizione (provocazioni, aggressioni e danneggiamenti di sedi) con frange dell’estrema sinistra, per effetto sia della mobilitazione concorrenziale su tematiche sociali, da parte di entrambi gli schieramenti, sia delle visioni contrapposte in tema di immigrazione».

Proprio in Toscana la questione si è acuita dopo alcuni episodi, alcuni provocatori, da parte di esponenti della destra (la bandiera della Rsi che sventolava sulle montagne toscane), che hanno provocato una dura reazione da parte del Governatore Rossi. Il quale ha immediatamente lanciato una campagna e un osservatorio regionale (a nostre spese) per il monitoraggio dei fenomeni di risorgenza fascista e di rigurgiti reazionari.

Non c’è però da stupirsi più di tanto. All’approssimarsi delle elezioni, ovunque, anche in Germania, il clima si surriscalda, mentre, osservano i servizi, «il diffondersi in ambito europeo di istanze populiste e nazionaliste, nonché di sempre più estesi timori ed insofferenze verso la presenza extracomunitaria, tende ad essere percepito tra i gruppi della destra radicale come un’opportunità per accrescere il proprio spazio politico, determinando pertanto un incremento della correlata attività di mobilitazione».

Con il rischio di mobilitazioni contrapposte da parte dell’estrema sinistra che, collegandosi alle masse dei migranti che pullulano nel nostro paese (significativa la saldatura fra centri sociali e movimenti per la casa con i migranti in tema di occupazioni abusive), possono costituire uno schieramento efficace per lo scontro frontale con le formazioni di estrema destra. Ed è proprio quello che i servizi temono e il Governo è chiamato a evitare.

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