Presidenze Camera e Senato: in pole per la nomina Riccardo Fraccaro (M5S) e Giulia Bongiorno (Lega)

ROMA – La Camera ai Cinque stelle e il Senato al centrodestra: si avvia a logica conclusione la battaglia per le presidenze delle Camere che con tutta probabilità finiranno ai vincitori delle elezioni, M5s e Lega.
Il borsino dei nomi vede in grande spolvero quelli di Giulia Bongiorno per palazzo Madama e Riccardo Fraccaro per
Montecitorio. In mezzo c’è ancora Silvio Berlusconi che non è convinto della Bongiorno. Decisivo sarà il vertice a tre
(Salvini, Meloni, Berlusconi) previsto per domani.
Ma si tratta, appunto, di una battaglia che non significa molto per le sorti della guerra che si aprirà subito dopo per la
formazione del Governo. In attesa delle consultazioni che con tutta probabilità Sergio Mattarella aprirà il prossimo tre aprile, oggi Luigi Di Maio ha ringraziato pubblicamente il presidente della Repubblica per la sua disponibilità a concedere tempo affinchè la situazione possa arrivare a maturazione. Il che molti traducono come la possibilità data dal Colle “urbi et orbi” di esplorare anche strade diverse da quella che si sta costruendo per le Camere, cioè uno spericolato accordo M5s-Lega.
Effetto tempo, quindi. Che vede come strumento salvifico non solo il Colle ma anche Luigi Di Maio, ancora più propenso a cercare i voti parlamentari del Pd, partito con il quale sui programmi, nonostante le botte volate in campagna elettorale, c’è maggiore affinità. In quest’ottica sono da leggere le parole affettuose rivolte dal leader stellato a Mattarella: “sono sicuro che il capo dello stato gestirà nel migliore dei modi questa fase. Apprezziamo molto che il Quirinale non stia mettendo fretta alle forze politiche”.

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