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Richiedenti asilo spacciano: una ricerca sul web dà ragione al procuratore di Genova. Molti casi anche in Toscana

Scritto da Camillo Cipriani domenica, 05 agosto 2018 17:32 @ 17:32 in Cronaca,Economia,Lente d'Ingrandimento,Politica | No Comments

ROMA – Il giornale Il Tempo si è esercitato in una ricerca su google, digitando la combinazione delle parole «richiedente asilo spaccia» escono ben 38.700 voci, ed è boom di arresti in tutta Italia, dalla Sicilia a Modena, Trento, Massa, Empoli, Lucca, con situazioni critiche anche a Ragusa Caserta, Ferrara, Verona, Vicenza. Abbiamo sperimentato anche noi e sono venute fuori vicende esemplari.

Trovano così conferma le parole del procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, che ha scoperto un fatto lapalissiano: i richiedenti che stanno senza far nulla corrono un alto rischio di ritrovarsi a spacciare droga o a compiere attività comunque illecite, anche se qualche prete cerca di distoglierli portandoli in piscina. Vediamo i casi più eclatanti:

ROMA – Colle Oppio, un tempo ameno giardino vista Colosseo, oggi ridotto a piazza di spaccio. Pochi giorni fa, a inizio luglio, un’operazione di polizia ha portato al dissotterramento di ben 1.300 dosi di hashish e marijuana pronte ad essere vendute e all’arresto di 5 spacciatori, dei quali 4 extracomunitari richiedenti asilo.

REGGIO EMILIA – A maggio i Carabinieri arrestano un richiedente asilo per spaccio di droga. E il deposito  era in alcune valigie lasciate in un edificio dismesso.

RAGUSA – È notizia di pochissimi giorni fa l’arresto di un richiedente asilo proveniente dalla Somalia per spaccio di marijuana vicino la chiesa di Santa Maria delle Scale. L’arrestato, in questo caso, aveva una bella sfilza di precedenti per diversi reati commessi nel nostro Paese: rissa, lesioni, resistenza e false generalità a pubblico ufficiale.

MODENA – Poche settimane fa viene arrestato un 30enne di origine nigeriana. Richiede l’asilo politico ma, nell’attesa, spaccia marijuana: gliene hanno trovati 130 grammi addosso, già divisa in pacchettini più alcune centinaia di euro in contanti. Anche qui, il richiedente asilo risulta disoccupato e con una lunga lista di precedenti penali.

TRENTO –  A giugno appena trascorso ben 13 richiedenti asilo arrestati, accusati del traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini avevano già portato all’arresto di altri 16 nigeriani e avevano portato alla luce un vasto traffico di droga tra Trento, Verona, Vicenza e Ferrara, gestito da un’organizzazione criminale, i cui appartenenti erano giunti in Italia come richiedenti asilo.

CASERTA – A Vairano Patenora, provincia di Caserta, i militari dell’Arma hanno arrestato pochi giorni fa un richiedente asilo politico del Gambia. Nella struttura di accoglienza i Carabinieri hanno trovato gli immancabili hashish e marijuana.

MASSA CARRARA – Arrestato un giovanissimo richiedente asilo proveniente dal Gambia, potenziale promessa del calcio, che aveva deciso di arrotondare spacciando hashish vicino il torrente Carrione, non lontano dai vicoli del centro storico. Quando i carabinieri l’hanno fermato gli hanno trovato addosso un etto di hashish più 1600 euro in banconote di vario taglio.

LUCCA – A febbraio scorso i Carabinieri devono faticare non poco per arrestare per la terza volta un richiedente asilo che ha tentato anche di assalire i militari con un coltello. Nelle settimane precedenti erano stati i poliziotti ad arrestarlo per ben due volte per spaccio, nel Giardino degli Osservanti. Nei primi due casi era stato disposto il foglio di via, rigorosamente ignorato.

EMPOLI – A Empoli, invece, i Carabinieri si sono dovuti arrampicare sulla tettoia del centro di accoglienza per ritrovare la droga, in questo caso eroina, che un 24enne nigeriano richiedente asilo spacciava direttamente da dentro il centro, aspettando che i clienti si fermassero nella piazzola antistante l’ingresso. In questo caso, il nigeriano arrestato stava ben attento a non far scoprire la sua attività ai responsabili del centro. E’ stato il secondo arresto in 20 giorni nella stessa struttura.

DON BIANCALANI – E veniamo ai migranti di don Biancalani i quali, dopo aver fatto i bagni in piscina, sarebbero stati oggetto di minacce e di colpi di arma da fuoco, pare una scacciacani. In passato ospiti del centro e della parrocchia del prete sono stati fermati dai carabinieri per possesso di droga. Il 18 novembre 2017 le forze dell’ordine hanno arrestato un 25enne nigeriano, che era stato trovato in possesso di marijuana, già suddivisa in piccole dosi pronte per essere vendute e di circa 260 euro in contanti. Perquisita la stanza della struttura di accoglienza di don Biancalani, dove risiedeva il 25enne nigeriano, hanno trovato bilancino di precisione e una trita marijuana. Il prete affermò: «È un fatto doloroso, ovviamente non lo giustifico ma questo episodio non ci farà desistere dalla nostra attività di accoglienza». Non finisce qui. Il 27 marzo 2018, come riferito,  la polizia aveva arrestato tre migranti, uno dei quali risiedeva proprio nella parrocchia di don Biancalani. Nel corso della perquisizione nella stanza  del giovane nigeriano sono stati rinvenuti 2 grammi di marjuana, nascosti in un pacchetto di fazzolettini. Il prete commentò: «È un ragazzo recidivo, che era già stato condannato qualche mese fa, sempre per spaccio di sostanze stupefacenti, io l’ho ripreso nella struttura per carità cristiana».

DAISY – Riguardo alla vicenda della giovane atleta Daisy Osakue,  un post su Facebook della giornalista Laura Tecce fa sapere che il padre della giovane, che inizialmente aveva gridato al razzismo, aveva questi precedenti: «Il comando dei carabinieri di Moncalieri, che all’epoca eseguì l’arresto, mi ha confermato che l’uomo arrestato per sfruttamento della prostituzione di donne nigeriane nel 2002 è Iradie Osakue, padre di Daisy Osakue». L’uomo, arrivato in Italia ventiquattro anni fa, nei giorni scorsi aveva dichiarato: «E capitato di essere vittime di episodi razzisti verbali, ma non ci faccio caso. Le persone parlano, non bisogna darci troppo peso. Fortunatamente mia figlia sta bene: se la ferita fosse stata più grave la sua carriera sarebbe finita e avrebbe dovuto rinunciare a questa gara molto importante». Parole che oggi sono distanti dall’esito delle indagini: la paventata ipotesi di un’aggressione a sfondo razziale è stata smentita dalle forze dell’ordine.

Morale? Il quadro è francamente preoccupante, anche lasciando da parte gli episodi di tentata o consumata violenza sessuale (il recente caso di Milano è esemplare) del quale però i paladini del rinascente razzismo e fascismo non parlano, fatti che sulla stampa non fanno molta notizia, tanto che nei titoli c’è chi si affanna a tacere le origini di chi compie un reato. E’ necessario seguire il politicamente corretto, o, come qualcuno ci ha scritto, cercare di essere dalla parte giusta. Noi cerchiamo solo di descrivere i fatti concreti, come quelli sopra riportati.


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