Global Compact migranti: il governo italiano conferma il no, si teme una ripresa dell’invasione

Il Governo italiano ha espresso perplessità sulla firma immediata del Global Compact, il documento dell’Onu che vorrebbe regolare le migrazioni. Sull’argomento si è aperta in Italia un’aspra discussione. Le destre, Giorgia Meloni in testa, sono contrarie, le sinistre sono favorevoli insieme al vasto arcipelago delle Associazioni cattoliche e di sinistra che sul fenomeno gestiscono un interessante (per loro) business.
Un documento dell’Istituto Cattaneo – sorto nel 1965 come ramo per la ricerca umanistica su iniziativa degli intellettuali che si ritrovavano attorno alla rivista del Mulino e che ebbero un ruolo non marginale sulla politica italiana degli anni 70 e 80 e in particolare nel favorire l’incontro tra la Dc e il Psi – cerca di far luce sull’argomento, naturalmente seguendo le sue tendenze.
L’ultima ricerca del Cattaneo riguarda infatti l’immigrazione e avverte: non ratificare quel documento sarebbe svantaggioso per l’Italia e proprio chi vuole arginare e controllare l’immigrazione dovrebbe essere in prima fila nel sostenerlo. Finora è stato sottoscritto da 164 nazioni. Mancano all’appello, oltre all’Italia, Stati Uniti, Svizzera, Austria e, tra gli altri, Israele e alcuni Paesi dell’Europa dell’Est. In particolare gli Stati Uniti non hanno firmato poiché Donald Trump sostiene che il Global compact violerebbe la sovranità americana, cioè l’autonomia nel decidere le politiche sull’immigrazione.

Ma Pier Giorgio Ardeni, docente di economia politica all’università di Bologna, presidente del Cattaneo e autore del dossier sull’immigrazione avverte: «Non viene lesa alcuna sovranità. Al contrario alcuni Stati hanno visto nel Patto un modo per rafforzare le frontiere incoraggiando la cooperazione internazionale”. A fare paura è un’invasione che non c’è, o meglio che non c’è più, ma solo per gli interventi di freno di Minniti e Salvini.

Secondo i numeri riportati nel dossier: quest’anno sono arrivati in Europa, via mare o via terra, 116.389 persone. Il picco degli immigrati c’è stato nel 2015-2016 e da allora il trend è in netta discesa. Per quanto riguarda l’Italia: 170.100 ingressi nel 2014, 153.842 nel 2015 , 181.432 nel 2016, 119.369 nel 2017. 23.055 quest’anno (fino a metà dicembre). Quindi aumenti fino al 2017, diminuzuìione in epoca Minniti – salvini, osserviamo noi. In totale: 647.698 immigrati negli ultimi 5 anni. Commenta Ardeni: «Un’invasione? Le cifre dicono No. Il fenomeno è tra l’altro in diminuzione, non per le politiche di respingimento e di chiusura dei porti ma solo perché i movimenti internazionali vanno e vengono, cioè il picco si è verificato quando è avvenuta l’escalation della guerra civile siriana e l’ascesa dell’Isis. Stabilizzandosi la situazione in Siria l’immigrazione è considerevolmente diminuita. Il fenomeno comunque esiste e va controllato introducendo politiche di accesso con visti, permessi, quote e quant’altro». Una teoria discutibilissima e che privilegia soltanto una visione buonista del fenomeno.
Al di là dei numeri vi è comunque l’annotazione del disagio per un’immigrazione che la politica ha sottovalutato non regolamentandola e quindi non intervenendo per esempio per reprimere violenze e reati. Il Global compact si scontra con questa diffidenza e con l’ondata elettorale che in molti Paesi ha chiesto più fermezza nel governare questo fenomeno. Dice il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, che non ha firmato il documento: «La nostra preoccupazione è che questo patto sia assolutamente squilibrato a favore dell’immigrazione». E’ il timore dii molti. Iin Italia, nonostante le analisi oprientate in certo modo (pro immigrazione) del Cattaneo, la maggioranza definita spregiativamente sovranista dalle sinistre, vede con diffidenza una normativa che sembra in effetti voler privilegiare arrivi e accoglienza. In barba alle tesi di Salvini e alle richieste di milioni di italiani.

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