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Festival di Sanremo 2019: Venditti e la Vanoni esplosivi. Con Raf e Tozzi si balla. Omaggio a Mia. Pagelle

Scritto da Gilda Giusti venerdì, 08 Febbraio 2019 02:26 @ 02:26 in Cronaca,Eventi,Musica,Spettacolo | No Comments

SANREMO – E se Sanremo fosse fatto di soli ospiti? Non sarebbe Sanremo. Però sono loro ad accendere il teatro Ariston e a trascinare il publico. Venditti, la Vanoni, Umberto Tozzi, e anche Alessandra Amoroso nonostante qualche lacuna. «Anche stasera siamo vivi e siamo qui». E’ Viva l’Inghilterra la hit con cui Claudio Baglioni apre il terzo appuntamento. Superato lo scoglio della seconda serata – seguita da 9 milioni di spettatori con il 47.3% di share, ascolti in linea con l’anno scorso – il festival prende il largo con la struggente Notte prima degli esami di Antonello Venditti, l’esilarante duetto tra Virginia Raffaele e Ornella Vanoni, il medley di Raf e Umberto Tozzi che con le loro hit trascinano nel karaoke tutto l’Ariston. L’ultima volta era stato sul palco 19 anni fa con Fabio Fazio: Venditti celebra i 40 anni di Sotto il segno dei pesci e
poi emoziona in duetto con Baglioni, entrambi al pianoforte, su Notte prima degli esami, esaltata dalla standing ovation del pubblico. Tutti in piedi anche per Raf e Tozzi: Il battito animale, Tu, Ti pretendo, Gloria, il medley è un coro che fa ballare tutto il pubblico. E quando i due intonano Si può dare di più, canta tutto il cast, anche Claudio Bisio e Virginia Raffaele.

Ornella Vanoni e Patty Pravo

VIRGINIA – Dopo Habanera in versione soufflé e Mozart fischiato, Virginia si concede una performance vintage cantando Mamma sulle note di un vecchio grammofono: gracchia, si blocca, mima i salti della vecchia puntina. Ma è nello show con Ornella Vanoni che regala uno dei momenti da incorniciare di questo festival. Spiritosa, sorprendente, la Vanoni si presenta in completo rosso fuoco prova a vendicarsi della sua imitatrice: «Mi hai rovinato la vita facendomi passare per una rimbambita, una rincoglionita, una maniaca sessuale… Recedi, stai zitta! Quando sei andata da Carlo Conti a fare la mia imitazione, ho
passato un anno di inferno!». Capolavoro di autoironia, Ornella Vanoni fa impazzire anche i social con la sua esibizione sul palco dell’Ariston. Momento migliore di questa edizione; un festival di vecchi, poi è arrivata la Vanoni; Ornella, illuminaci la strada; una carezza meravigliosa, invidiabile; sono gli applauso via Twitter. Le si perdona anche la parolaccia che si è lasciata sfuggire in diretta, porca puttana bastarda. Poi insieme cantano La gente e me’ di Caetano Veloso: tra un’incertezza più o meno voluta e un buco di memoria, il numero è irresistibile. L’autoironia della Vanoni raggiunge il picco quando fa il verso alla Raffaele che
le fa il verso. Poi chiude con un avvertimento alla Rai: «Sono venuta aggratis: che non diventi un’abitudine!».The Queen Virginia e The King Bisio, come li ribattezza Baglioni, funzionano meglio da soli. L’idea dell’omaggio a Sergio Endrigo con Ci vuole un fiore, che l’attrice storpia in fluoro, flipper, filtro non è tra le migliori di questo festival.

Antonello Venditti

AMOROSO – Ospite della serata Alessandra Amoroso, in outfit  piumato: canta Dalla tua parte, il suo ultimo singolo, poi si misura con Baglioni su Io che non vivo, grande classico di Pino Donaggio, e chiude tra le lacrime. Si commuove anche Simone Cristicchi, che merita l’ovazione del pubblico con la sua Abbi cura di me.

GARA – Apre la gara Mahmood, che coinvolge il teatro al ritmo di Soldi. Poi Enrico Nigiotti con i toni più riflessivi di Nonno Hollywood, Anna Tatangelo con Le nostre anime di notte, Ultimo che con I tuoi particolari si conferma tra i favoriti per la vittoria. Tra i dodici Big che sfilano anche Francesco Renga (Aspetto che torni), Irama che sfida Bisio con la giacca damascata (La ragazza con il cuore di latta), Patty Pravo con Briga (Un po’ come la vita), i Boomdabash (Per un milione), Motta (Dov’è l’Italia), The Zen Circus (L’amore è una dittatura), Nino D’Angelo e Livio Cori (Un’altra luce). Quindi sul palco Serena Rossi, per l’omaggio a Mia Martini con Almeno tu nell’universo.

PAGELLE TERZA SERATA

CLAUDIO BAGLIONI: Sempre più defilato. Sta cercando di allontanarsi dal festival passettin-passettino senza farsi notare? Da dirottatore a dirottato. Ma quando si mette al piano è tutta un’altra storia. VOTO: 7

VIRGINIA RAFFAELE-CLAUDIO BISIO: La coppia non funziona. Ormai è una certezza. Ci provano e ci riprovano ma: o mancano le idee o manca la sintonia. O forse, mancano entrambe. VOTO DI
COPPIA: 4

VIRGINIA RAFFAELE: Lanciamo una petizione: #Virginialibera. Il duetto con Ornella Vanoni è uno spiraglio sulle sue infinite possibilità di improvvisare. E’ bella, brava, sa cantare (e pure fischiare). Merita di più. VOTO: 7

CLAUDIO BISIO: Non si esalta nella coppia, ma è poco incisivo anche da solo. Non trova la quadra. A volte finisce a fare da tappezzeria. Avrà mica scelto le sue giacche proprio per questo? VOTO: 6.5

ANTONELLO VENDITTI: Ma se facessimo un festival di soli ospiti? Che cantano le loro canzoni più celebri? Con il pubblico che si scatena a tutta ugola? Ah, no. E’ Sanremo. Peccato perché quando arrivano artisti come Venditti è un piacere. VOTO: 8

ALESSANDRA AMOROSO: Qualcuno si è chiesto come mai sia stata chiamata come ospite di un festival al quale, per altro, non ha mai partecipato in gara. Dopo l’esibizione, la domanda sembra ancora più legittima. Peggio le piume del suo look o la voce che più di una volta è imprecisa? VOTO: 5

ORNELLA VANONI: la Vanoni che fa Virginia Raffaele che fa la Vanoni. La Vanoni che vaga per il palco trattenuta a fatica dalla Raffaele. La Vanoni che dice alla Rai che è venuta gratis ma non deve diventare un’abitudine. La Vanoni. La sua presenza decisamente sopra le righe (e ad alto tasso ironico) è valsa l’attesa di tre sere piuttosto soporifere. E chissenefrega se dimentica le parole o se non va a tempo. E’ la Vanoni. VOTO: 10

RAF-UMBERTO TOZZI: E’ un attimo e l’Ariston si trasforma in discoteca. Medley micidiale acchiappatutto. Saranno pure la vecchia guardia, ma riescono a entusiasmare più di tanti giovani (anche di molti di quelli in gara). VOTO: 8.5

PAOLO CEVOLI: Dopo la sferzata di Pio e Amedeo, è tutta in salita. Si capisce poco, si ride ancora meno. Non ci dovevano essere comici, aveva detto Baglioni. E forse, in questo caso, sarebbe stato meglio. Per fortuna dura poco. VOTO: 6

FABIO ROVAZZI: Ventata di freschezza, quando ormai la mezzanotte è passata da un pezzo. Riesce anche a far cantare Faccio quello che voglio a un Baglioni meno ingessato del solito. Sul palco sale a sorpresa
anche Fausto Leali. Un trio che solo l’Ariston può offrire. VOTO: 7

SERENA ROSSI: Ma un posto per lei in gara non c’era? Brividi per la sua interpretazione di Almeno tu nell’universo. Un omaggio a Mia Martini, alla quale chiede anche scusa per tutto quello che ha dovuto subire e soffrire. VOTO: 7.5


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