Tunnel tav Firenze: Rossi e Nardella interpretano Toninelli e colgono un’apertura del ministro per la prosecuzione dell’opera

FIRENZE – Mentre la stampa ha colto nelle parole di Toninelli una netta chiusura a ulteriori finanziamenti statali per il Tunnel Tav di Firenze (il ministro ha detto che si tratta di opera d’interesse regionale, quindi se trovano i fondi possono andare avanti), i due politici fiorentini interessati alla prosecuzione dell’opera, Rossi e Nardella, pare abbiano interpretato le parole del ministro secondo i tornaconti loro e delle imprese e cooperative impegnate nei lavori e in difficoltà finanziarie, cogliendo un’apertura per il prosieguo dell’opera.

ROSSI – Sul nodo fiorentino della Tav il ministro Toninelli «mi è parso tendenzialmente favorevole, ma notava che ci sono imprese che versano in difficoltà». Lo ha detto il presidente della Regione Enrico Rossi, a margine dell”inaugurazione della linea 2 della tramvia.
«Non mi è parso che ci fosse una contrarietà – ha continuato -. Ho spiegato che si fermano i treni regionali e si perdono i treni dell”alta velocità. Si sono riaperti i canali di un rapporto, è una giornata positiva per Firenze e per la Toscana». E aggiunge, cogliendo una critica del ministro alla regione: «Se sulla Tav ci sono stai errori o sottovalutazioni o criticità questi evidentemente non riguardano la Regione, ma gli enti attuatori il cui controllo è alle dipendenze dello Stato. Su questa opera siamo fermamente convinti che, da un quarto di secolo a questa parte, la Regione abbia fatto estremamente bene, con progetti concordati con il Comune di Firenze e che dalla Regione sono stati coerentemente difesi». 

“Far ripartire rapidamente i lavori dell’Alta Velocità – prosegue – è a nostro giudizio estremamente importante, soprattutto per garantire la puntualità dei treni dei pendolari della Toscana e per consentire a Firenze e alla Toscana di non essere più bypassata da troppi treni dell’Alta Velocità. Insistere sul discorso costi benefici – sottolinea Rossi – è solo un modo per pagare ulteriori costi e perdere credibilità e benefici derivanti dalla sua realizzazione. Di tutto questo ho parlato stamattina con il ministro Toninelli, che auspico finirà per concordare con me

NARDELLA – Gli fa eco Nardella: «non ho colto nel ministro disinteresse ma disponibilità ad approfondire, quindi credo che se insistiamo su questo fronte partendo dagli argomenti, dai dati, e non da posizioni ideologiche, possiamo ottenere la ripresa dei lavori della Tav».

SINDACATI – La Fit e la Filca, sindacati rispettivamente dei trasporti e dell’edilizia della Cisl, attendevano dal ministro Toninelli risposte immediate per migliorare il servizio treni pendolari, eliminando le strozzature esistenti e favorendo anche l’alta velocità e la mobilità nazionale e nello stesso tempo rilanciare l’occupazione, dando futuro a circa 300 operai in maniera diretta senza poi considerare l’indotto. Dopo il responso sotanzialmnte negativo replica la Filt Cgil: «al ministro Toninelli, sempre in tema di infrastrutture, diciamo che il sottoattraversamento dell’alta velocità di Firenze va realizzato non per far risparmiare tempo a chi prende i treni veloci ma perché permette di liberare i binari di superficie e aumentare i treni regionali e metropolitani, quelli dei pendolari e di chi lavora: servono treni ogni dieci minuti dal Valdarno, da Sesto, da Empoli, dal Mugello. E’ un’opera che serve al popolo più che all’élite, tanto per citare una formula di moda in questo periodo. Conosciamo bene le difficoltà e i problemi che sono sorti in questi anni, ma fermare un’infrastruttura già iniziata sarebbe un autogol. Per noi la cura del ferro, tramvia e Tav, va sostenuta con forza per Firenze».

NO TUNNEL TAV – Il Comitato No Tunnel Tav sembra di parere opposto e se la prende con Nardella, che chiede la prosecuzione dell’opera. Per quanto riguarda i tunnel TAV questi interessi in un primo momento erano sicuramente del sistema delle cooperative vicine al PD, in un secondo momento a Condotte d’Acqua SpA; nel frattempo entrambe le società costruttrici hanno trovato il tempo di fallire, per cui ci sarà solo da capire a chi si deve il favore di riprendere lavori che sarebbe bene solo dimenticare. Il Comitato ricorda al Ministro che non sarà nemmeno necessario fare verifiche di costi benefici per questa opera; basta ricordare che si è speso quasi un miliardo per realizzare il 20% di un’opera che doveva costare 700 milioni. Proseguire vorrebbe dire spendere in un inutile e dannoso buco 3 (o 4 o 5?) miliardi di euro.

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