Monte dei Paschi di Siena: Tesoro boccia cause a Profumo e Viola. Cda esamina fusioni

La sede del Monte dei Paschi in piazza Salimbeni a Siena
La sede del Monte dei Paschi

SIENA – Il Tesoro si è opposto alle azioni di responsabilità contro i vecchi e nuovi vertici di Mps, proposte dalla Bluebell di Giuseppe Bivona nell’assemblea dei soci di Siena. Il Tesoro, che con in mano il 68,2% del capitale è stato decisivo, ha bocciato sia la richiesta di fare causa agli ex Alessandro Profumo e Fabrizio Viola per la contabilizzazione a saldi aperti dei derivati in Btp sia quella rivolta all’ad Marco Morelli, alla presidente Stefania Bariatti e ai
consiglieri Cappello, Kostoris e Turicchi, a cui imputava di non aver accantonato adeguatamente i rischi legali. Il Mef, che ha fatto sentire il suo voto senza far sentire la sua voce, astenendosi dal fare interventi, è rimasto indifferente alle spinte punitive emerse in ambienti sia M5S che della Lega. Basti ricordare l’intervento del deputato Carlo Sibilia, che lo scorso anno in assemblea assicurava che il futuro governo M5S avrebbe fatto causa a Viola e Profumo. O quella del responsabile economico della Lega, Luigi Borghi, favorevole a una decapitazione del cda.

L’assemblea è servita a Morelli per lanciare un warning sul futuro di Mps, in un quadro macroeconomico che si presenta molto peggiore del 2018 e che, complici anche i vincoli del piano di ristrutturazione, rende più urgente una riflessione ovvia sulla tenuta nel lungo termine del modello di business di
una banca come il Monte. Le cui dimensioni e la cui capacità reddituale e di generare ricavi, ha sottolineato, è radicalmente diversa rispetto al passato, a causa del dimagrimento imposto dalla Ue e della perdita di clienti e masse legata alla crisi del 2016, e che oggi è ulteriormente ostacolata dai paletti del piano di ristrutturazione, con effetti anche sul costo della raccolta e in un contesto di tassi e crescita zero.

«Banche come il Monte – ha detto – nel medio e lungo termine hanno un tema strutturale di generazione di un ritorno superiore al costo del capitale. E’ un tema del settore». Anche per costruire prospettive più solide dallo scorso settembre all’interno del cda sono state fatte riflessioni su vari scenari dal punto di vista delle aggregazioni e della diversificazione dimensionale. Dopodiché queste sono scelte che spettano al Tesoro, al quale viene costantemente fornito “il
quadro più esaustivo possibile. Ma il Tesoro, ha ricordato Morelli, è anche la controparte che dovrebbe farsi sentire con la Ue.

 

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