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Firenze: inaugurato l’archivio del Maggio Musicale Fiorentino, memoria di un’eccellenza italiana

Scritto da Roberta Manetti venerdì, 17 Maggio 2019 06:07 @ 06:07 in Cronaca,Cultura | No Comments

Una parte dell’Archivio del Maggio Musicale Fiorentino

FIRENZE – È stato inaugurato oggi, al secondo piano del Teatro del Maggio, l’archivio del Maggio Musicale Fiorentino, d’ora in poi fruibile da studiosi, studenti e appassionati. A tagliare il nastro, col sovrintendente Cristiano Chiarot, il sindaco di Firenze, Dario Nardella. 500 metri di scaffalature, quasi 13.000 tra bozzetti e figurini, oltre 50 modellini scenici, 40.000 fotografie di scena e poi manifesti, cimeli, pellicole, registrazioni, edizioni a stampa storiche: documenti che sarà possibile consultare o, se esposti, anche semplicemente ammirare. Tra i pezzi forti esposti, l’autografo con dedica musicale di Gioachino Rossini alla Società Filarmonica Fiorentina del 1854, la viola appartenuta al maestro Carlo Maria Giulini, alcuni splendidi costumi di scena donati da Renata Tebaldi, Ebe Stignani e Karl Lagerfeld (che, ancor giovane, fu chiamato da Luciano Alberti a disegnare i costumi per «Les Contes D’Hoffmann» nel 1980), il programma di sala del primo concerto (1928) dell’orchestra stabile fiorentina, con autografo del suo direttore Vittorio Gui, l’autografo di Igor Stravinskij con dedica a Vittorio Gui del 1932, le lettere e i telegrammi di Carlos Kleiber e Franco Zeffirelli per la messinscena della famosa «Traviata» (1983-1984) e molto altro ancora.

La documentazione ripercorre la storia del Teatro del Maggio a partire dalla fondazione, nel 1928, dell’Orchestra Stabile Fiorentina per poi proseguire con le edizioni del celebre Festival del Maggio Musicale, organizzato dal 1933 fino ai giorni nostri. Sin dalle origini il festival – che si è avvalso nel corso degli anni della collaborazione di artisti del calibro di Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Oskar Kokoschka, Mino Maccari, Mario Sironi, Felice Casorati Giacomo Manzù, Fausto Melotti (e degli ultimi tre alcune cose sono esposte) ha sentito la necessità di creare un archivio in cui raccogliere la storia di quest’eccellenza tutta italiana. La grandezza e il pregio dei progetti messi in scena sul palcoscenico fiorentino nel corso dei decenni (non di rado con registi di primissimo piano, non solo teatrali: sempre il Maestro Luciano Alberti, all’inaugurazione dell’archivio, ha ricordato che fece debuttare nella regia d’opera più di un grande registi di cinema, e ce ne sono passati diversi che, rodati altrove, qui hanno fatto grandi cose, come Luchino Visconti o Liliana Cavani) si capisce appieno solo se si prende visione anche del “dietro le quinte” degli spettacoli: dai carteggi ai documenti amministrativi, fino alle fotografie, alle piante degli allestimenti scenici e a tutto il materiale grazie al quale è possibile ricostruire la storia di ciascuna rappresentazione e, di conseguenza, del Maggio.

La storia del teatro, e dei compositori, musicisti, artisti, direttori d’orchestra che lo hanno frequentato, è raccolta in 245 metri quadrati di archivio e 90 metri quadrati di sala consultazione, per realizzare i quali si è stato necessario quasi un anno di lavori; gli spazi presto verranno aperti a ricercatori e studiosi e assumeranno un ruolo strategico per la ricerca sia storica sia musicologica all’interno del contesto teatrale italiano e non solo.

«In queste stanze è concentrata la nostra storia – ha detto il sovrintendente del Maggio Cristiano Chiarot -, una storia incredibilmente ricca e sfaccettata, che unisce e celebra tutte le arti. Dalla musica alla danza, dalle arti figurative dei più grandi protagonisti del Novecento e della contemporaneità fino all’altissimo artigianato delle maestranze che per questo teatro hanno lavorato e lavorano tutt’oggi. Questo non è solo un archivio ma una summa di storia della musica e dell’arte, un grande orgoglio per noi e – speriamo – un aiuto per i ricercatori che utilizzeranno queste stanze per studiare il passato e per costruire, tassello dopo tassello, la storia del teatro futuro. È un archivio aperto. Aperto alla città, all’università, ai giovani e agli studiosi che fino ad oggi, con fatica, riuscivamo ad ospitare in piccole stanze. Oggi queste persone hanno la possibilità di studiare e di rivivere le rappresentazioni musicali e teatrali all’interno di uno dei più importanti archivi di storia del teatro italiano».

Il nuovo archivio del Teatro del Maggio è il frutto di una fortunata sinergia con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana, che ha indicato il personale specializzato, e col preziosissimo Opificio delle Pietre Dure, che ha provveduto al restauro di una prima parte dei modellini scenici.


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