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Scuola: le nuove forme di reclutamento e le soluzioni del precariato presentano già molte falle

Scritto da Camillo Cipriani giovedì, 13 Giugno 2019 18:59 @ 18:59 in Cronaca,Cultura,Economia,Lente d'Ingrandimento,Politica | No Comments

E’ durata pochissime ore l’euforia per l’accordo raggiunto tra Miur e sindacati maggiori sul tema del reclutamento e del precariato nella scuola, con l’avvio dei Pas abilitanti e dell’ennesimo concorso riservato, le cui linee generali erano state fissate nell’Intesa siglata lo scorso 24 aprile a Palazzo Chigi: ‘i primi vincitori dei due concorsi non saliranno in cattedra prima di settembre 2020, mentre dopo l’estate ci sara’ un nuovo record di supplenti’, sintetizza con estrema lucidita’ Il Corriera della Sera.

Anief in una nota commenta le affermazioni del quotidiano e sottolinea «che l’ipotesi avanzata è tutt’altro che peregrina, in quanto l’accordo siglato ieri con grande soddisfazione dai sindacati in realta fa ancor piu’ comodo al Governo che invece di coprire i posti che si svuoteranno con dei docenti assunti a tempo indeterminato, in questo modo ancora per qualche anno potra’ evitare di pagare le ferie estive a decine di migliaia di supplenti».
Anche tra i docenti cominciano a crescere i dubbi: per il concorso riservato, ad esempio, ci si e’ resi conto che «i posti
disponibili saranno poco piu’ di 24.000 (ci sara’ poi la distinzione per classe di concorso e regione), gli aspiranti
partecipanti circa 55.000», scrive oggi Orizzonte Scuola. A storcere la bocca sono anche i docenti delle paritarie,
considerato che, in base al testo su precariato e reclutamento sottoscritto al Miur l’11 giugno, «i docenti con tre anni di servizio maturati non nella scuola statale  dovranno confrontarsi con il concorso ordinario». Senza contare che
bisognera’ ora seguire l’iter parlamentare e quello che ne scaturira’ per avere un’idea piu’ chiara.
Anche Anief conferma le sue perplessita’ sull’intesa: «la quota dei 24 mila posti da assegnare con il concorso straordinario appare a dir poco sottodimensionata – spiega il sindacato -. In pratica, si va ad attivare un percorso selettivo in entrata per stabilizzare appena il 20% degli aventi diritto. Senza contare che le immissioni in ruolo derivanti da queste graduatorie arriveranno in subordine a quelle prodotte a seguito del concorso ordinario e
dei 35 mila ex Fit, anche loro in attesa di una cattedra».

«Si tratta di numeri che parlano da soli – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e che mettono in serio dubbio la realizzazione dell’ipotesi piu’ che ottimistica di vedere in cattedra nell’estate del 2020, con il contratto di immissione in ruolo in tasca, i primi vincitori di concorso riservato. Non lo diciamo per partito preso, ma gli innumerevoli precedenti di concorsi della scuola lenti, perche’ male organizzati, e quindi a rischio annullamento».

Un discorso a parte, secondo Anief, meritano i tempi di stabilizzazione dei pochi, rispetto alla massa di precari
coinvolti, che riusciranno a ben piazzarsi nelle graduatorie derivanti dai prossimi concorsi, compreso quello riservato della secondaria appena definito nelle sue linee generali.  «A complicare le cose saranno presumibilmente anche i soliti errori sull’ammissione dei candidati che, sfociando nell’atto discriminante, costringeranno ancora una volta il sindacato a battersi in tribunale, proprio nell’intento di tutelare i suoi lavoratori iscritti. Come e’ gia’ avvenuto con il Tfa di sostegno, per il quale il numero di cattedre messe a bando risultano largamente inferiori rispetto alle necessita’ effettive – si legge ancora nella nota -. Di lentezze concorsuali conclamate, a seguito dei ricorsi motivati, si legge anche nel ‘Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica’, nel quale si parla di ritardi riscontrati ‘ricondotti allo slittamento di alcune prove scritte e al cospicuo contenzioso che ha dato vita ad una serie di
misure cautelari di ammissione con riserva a prove scritte suppletive a favore di alcune categorie di personale escluso: delle 620 procedure concorsuali attivate, circa 400 sono state oggetto di prove suppletive.

 

 


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