Musica: Steve Hackett rivisita i Genesis. Ed è un successo anche a Firenze

Steve Hackett davanti al loggiato del Brunelleschi

FIRENZE – Con la proverbiale puntualità inglese, Steve Hackett si è presentato, alle 21,15 di ieri sera, 18 luglio, di fronte al loggiato del Brunelleschi. Il pubblico, richiamato dal magico titolo del concerto: Genesis revisited, ha acclamato il chitarrista. L’artista, dopo essersi presentato in italiano, ha detto di sentirsi emozionato di suonare a Firenze e di voler portare piazza Santissima Annunziata con sé a Londra.

Il primo tempo, intelligentemente dedicato, con raffinati virtuosismi, al suo album da solista Spectral morning, ha offerto un preludio che ha lasciato i fans in trepidante attesa di quello che poi è accaduto nel secondo tempo. Il batterista, per non mostrarsi impari rispetto a Collins, ha eseguito un lungo assolo conclusosi sugli idiofoni. La magia è iniziata al proferire di Can you tell me where my country lies che ha introdotto Selling England by the pound, il più bel disco del panorama progressive rock.

E così, le eleganti Dancing with the moonlight knight e I know what I like, con interessanti variazioni di sax rispetto all’originale, hanno traghettato i presenti negli anni settanta. Le note della colta e ricca Firth of fifth hanno offerto quella mitica cavalcata, dove un clarinetto ha sostituito il flauto trasverso di Peter Gabriel: ovazione del pubblico e tutti in piedi. Poi More fool me fino a The cinema show, con luci riflesse su tutta la piazza. A distanza di 46 anni, Selling England provoca ancora sussulti, emozioni e irrefrenabili commozioni.

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