San Lorenzo: parte il restauro della Porta dei Martiri di Donatello

L’Opera Medicea Laurenziana prosegue il programma di recupero e restauro dei locali e delle principali opere custodite nella Basilica di Sano Lorenzo, nei chiostri e nei sotterranei. Dopo i pulpiti di Donatello, il cui restauro – ad opera dell’Opificio delle Pietre Dure – è terminato nel 2017, è la volta delle porte bronzee dello stesso artista, posizionate nella Sacrestia Vecchia della Basilica.

La Porta dei Martiri già posizionata nei laboratori delll’Opificio delle Pietre Dure

La prima porta, quella dei Martiri, è stata trasportata nei laboratori dell’Opificio, che provvederà al restauro, il 27 novembre. Il restauro, programmato dall’attuale Consiglio dell’Opera, ha ricevuto un generoso contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Firenze, che in questi ultimi anni  è intervenuta per il restauro dei pulpiti, per l’installazione del sistema di telecamere di sicurezza, interne (15) ed esterne (5) alla Basilica e al complesso mediceo laurenziano, collegate con la sala operativa dei Carabinieri e con quella dei vigili urbani.

La Sagrestia Vecchia era la cappella funebre privata della famiglia Medici nel XV secolo, costruita da Filippo Brunelleschi tra il 1421 e il 1428 e decorata da Donatello a partire dal 1428-29. Qui il grande scultore realizzò una serie di enormi stucchi e le due porte bronzee, le uniche che creò nella sua lunga carriera.

Dall’Archivio del polo museale fiorentino si traggono le seguenti indicazioni: «Notizie storico critiche La porta e’ spartita in dieci formelle, in ognuna delle quali sono raffigurati in atteggiamenti concitati due Santi martiri. Il Filarete nel suo trattato e Leon Battista Alberti nel’ De Pictura’ definirono le figure schermidori rilevando che i Santi avrebbero dovuto avere posizioni piu’ consone. Varie fonti culturali sono alla base dell’ideazione donatelliana delle porte. La porta e’ spartita in dieci formelle, in ognuna delle quali sono raffigurati in atteggiamenti concitati due Santi martiri. Il Filarete nel suo trattato e Leon Battista Alberti nel’ De Pictura’ definirono le figure “schermidori rilevando che i Santi avrebbero dovuto avere posizioni piu’ consone. Varie fonti culturali sono alla base dell’ideazione donatelliana delle porte. Secondo il Kaufmann e il Janson per l’impianto delle figure Donatello si e’ ispirato agli apostoli presenti negli sguanci della porta del Battistero di Pisa; per le cornici decorate delle formelle, sempre secondo Janson, si è esemplato su quelle delle porte bronzee di Bonanno nella cattedrale di Pisa, inoltre complessivamente per l’impianto delle porte l’artista trasse ispirazione dai dittici d’avorio paleocristiani: si ritrovano infatti le stesse proporzioni squadrate del pannello, lo stesso rapporto tra figura e cornice e tra figura e fondo. Per la datazione il Janson assume come termine ante quem il 1442, anno in cui furono firmate e datate da Agostino di Duccio le scene della vita di San Geminiano nel duomo di Modena, in cui e’ chiara la derivazione dalle porte bronzee di Donatello. Il Kauffmann, sulla base di considerazioni stilistiche, ha ipotizzato che la porta degli Apostoli sia lievemente anteriore a quella dei Martiri. Nelle porte Donatello ha attuato un programma teso a conciliare l’iconografia tradizionale con le richieste della committenza medicea come attesta l’inserimento nella porta dei Martiri dei Santi protettori dei Medici (SS. Cosma e Damiano)».

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