Napoli: sfilano le Sardine nere, migranti in attesa di permessi, contro Salvini e Lamorgese

NAPOLI – Si fanno chiamare le Sardine nere, chiaro riferimento al movimento che sta manifestando nelle piazze di tutta Italia contro la Lega e Matteo Salvini. Ci mancavano solo loro ad occupare strade e piazze. Sono i migranti del Movimento migranti e rifugiati di Napoli, che insieme agli attivisti del centro sociale Ex Opg e di Potere al Popolo, in circa 200 sono scesi oggi in piazza a Napoli per chiedere l’avvio della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale. Il corteo delle Sardine nere, oltre 200, è partito da piazza Garibaldi alle ore 10 e ha attraversato corso Umberto, per raggiungere la zona dei Decum , affollatissima di turisti, e la Questura, mostrando manifesti contro l’ex ministro Salvini e contro l’attuale titolare del Viminale, Lamorgese.

«Le Sardine nere – spiega un comunicato – sono quelle sardine che non sono potute scendere nelle piazze italiane di queste ultime settimane, perché considerate diverse dalle altre sardine, sono quelle sardine che hanno attraversato il deserto, sono fuggite ai campi libici e adesso nuotano nel mare della burocrazia e del razzismo istituzionale e aspettano il loro permesso ancora bloccato negli Uffici Immigrazione».

Le sardine nere erano organizzate dalle associazioni, che hanno sfornato comunicati: «Cambiano i governi e ministri dell’Interno, ma non cambiano le politiche contro i migranti, i rifugiati e le fasce più deboli della popolazione.  Le nostre vite non possono più aspettare, scendiamo in piazza per richiedere l’immediata abrogazione dei decreti sicurezza e contro le procedure dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli, che attraverso la macchina della burocrazia continua a tenere in un limbo giuridico la vita di centinaia di persone e non garantisce ai richiedenti protezione internazionale di accedere all’istituto della protezione internazionale come sancito dalla Costituzione e dalle leggi attualmente in vigore», affermano il Movimento Migranti e Rifugiati Napoli e l’Ex-Opg Je so’ Pazzo.

Avere il permesso di soggiorno, affermano gli organizzatori, «significa poter accedere al sistema sanitario, all’istruzione, al riconoscimento dei figli; avere il permesso di soggiorno significa poter contrattare un giusto salario sul posto di lavoro e una possibilità in più per ribellarsi allo sfruttamento, significa potersi spostare liberamente sul territorio, significa avere l’opportunità di condurre una vita dignitosa e non essere condannati a vivere come fantasmi nei ghetti delle nostre città». L’Ex Opg di Napoli ha lanciato l’iniziativa su facebook.