Prato, figlio con minore: eccezione incostituzionalità proposta dalla difesa della donna accusata

Tribunale di Prato

PRATO – Un’eccezione di legittimità costituzionale in ordine alla presunzione assoluta d’incapacità dei minori di 14 anni prevista dall’articolo 609 quater del codice penale: è stata presentata oggi dalla difesa della donna trentenne di Prato che ha avuto un figlio nato da una relazione con un ragazzo a cui dava ripetizioni e che non aveva ancora compiuto 14 anni.

La donna, ristretta agli arresti domiciliari dal marzo scorso, è sotto processo con l’accusa di violenza sessuale su minore e violenza sessuale per induzione, riferita a quando il ragazzo aveva già compiuto 14 anni. Anche il marito della trentenne è imputato nello stesso processo e deve rispondere dell’accusa di alterazione di stato civile perché, secondo la procura pratese, avrebbe riconosciuto il bambino pur sapendo che non era suo. I legali dell’imputata, gli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, hanno presentato, nel corso dell’udienza di oggi, una memoria di 25 pagine nella quale argomentano la tesi secondo cui la legge sulla violenza sessuale su minore di 14 anni non sarebbe più così attuale inquanto il consenso consapevole può essere dato anche da un ragazzo che non abbia necessariamente compiuto 14 anni, e che quindi ogni caso vada preso in esame e valutato singolarmente.

Il giudice si è riservato di ammettere l’eccezione, dando il tempo alle parti, i pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli e la parte civile, rappresentata dall’avvocato Roberta Roviello, di poter leggere la memoria e fare le proprie repliche. La decisione del giudice su questo punto dovrebbe essere comunicata alla prossima udienza fissata per il 20 gennaio 2020.