Al Sarraj, irritato con Conte, snobba Roma e torna a Tripoli. Colossale fiasco diplomatico dell’Italia


ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA – La visita del generale della Cirenaica a Palazzo Chigi è diventata un boomerang clamoroso per la diplomazia italiana. Il generale della Cirenaica Khalifa Haftar è giunto a Palazzo Chigi per incontrare il premier Giuseppe Conte. In serata era atteso a Roma anche Fayez al Serraj, leader del governo sostenuto dall’Onu. Ma quando ha saputo che anche Haftar era stato a Roma, ha deciso di tirare dritto verso Tripoli. Così quello che doveva essere il tentativo italiano di tornare rilevante sulla questione rischia di diventare un boomerang clamoroso, con il nostro partner di riferimento (Serraj) che perde fiducia nella Farnesina e nell’Italia.

L’annuncio è arrivato da Bruxelles, dove si trovava il capo legittimo del governo libico. «Il capo del governo di Tripoli, Fayez Serraj, non sarà a Roma dove era atteso a Palazzo Chigi per un incontro con il premier Giuseppe Conte». Lo ha detto alla tv al-Ahrar l’ambasciatore libico all’Ue, Hafed Ghaddur. Serraj era atteso alle 18.30, dopo l’incontro di Conte con il generale Khalifa Haftar. Rientrerà direttamente a Tripoli dopo gli incontri a Bruxelles. Brutta figura epocale del governo italiano e soprattutto del duo Giuseppi – Giggino, che a queste figure pourtroppo ci ha abituato.

Abbiamo già rilevato come sul dossier libico l’Italia (con l’Ue) è restata al palo mentre Russia e Turchia entravano prepotentemente nella partita,  e a questo punto il governo di Giuseppi e Giggino ha tentato in extremis di ritagliarsi un ruolo di mediazione. E lo ha fatto attraverso l’unico strumento a sua disposizione, quello degli incontri faccia a faccia con i protagonisti dello scontro. Un copione già visto e rivisto, che in passato non ha portato a grandi risultati e che in questo caso si è rivelata addirittura una debacle diplomatica.

«Il premier libico bidona Conte e se ne torna a casa? Pazzesco, Conte e’ davvero un pericoloso incapace: per una semplice questione di protocollo, prima ancora che di politica, prima si riceve un capo di governo riconosciuto, dopo un generale. Dilettanti allo sbaraglio». Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini