Situazione sempre difficile

Coronavirus: 3 morti, 152 contagiati. Milano: Duomo chiuso. Serie A: recuperi a porte chiuse?

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano, Top News

ROMA – «Abbiamo un altro decesso in Lombardia, a Crema, una donna che era ricoverata in oncologia con una situazione molto compromessa e aveva anche il coronavirus». Lo ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. E il bilancio complessivo si aggrava: almeno 152 casi di contagio, soprattutto al Nord, scuole chiuse, manifestazioni pubbliche bloccate, e un paese – Vo’ Euganeo – isolato e pattugliato dai carabinieri. Si ampliano le dimensioni dell’emergenza coronavirus in Italia. Chiuso anche il Duomo di Milano, oltre allo stop del Carnevale di Venezia. E si parla di recuperare a porte chiuse le partite di serie A rinviate (Inter-Sampdoria, Torino-Parma, Verona-Cagliari, Atalanta Sassuolo). Il che sarebbe un grave problema, non solo sportivo ed economico, ma anche d’immagine. La serie A è anche uno specchio dell’Italia nel mondo. Il governo sta gestendo bene questa emergenza? L’impressione è che si sia accorto tardi della situazione che stava assumendo dimensioni importanti. L’accusa che viene fatta a Conte è che fosse troppo impegnato a far polemica con Renzi. Ma questi sono discorsi: il problema, ora, è arginare il virus e cercare di far tornare alla normalità un Paese che, in 48 ore, è precipitato nel disorientamento. Intanto, un infermiere dell’ospedale di Codogno, raggiunto telefonicamente dall’ANSA afferma che «Tutto ciò che dicono non è vero, non c’è niente sotto controllo. E’ il panico assoluto, l’ospedale è chiuso al pubblico e i parenti dei degenti continuano a chiamare preoccupatissimi per i loro familiari ricoverati, che oggi sono stati sottoposti al tampone. La mia impressione è che prima hanno lasciato scappare i buoi e poi – riflette l’operatore sanitario – hanno chiuso la stalla». Scattano le procedure di filtraggio sulle strade di accesso alla zona rossa del Lodigiano. Le forze dell’ordine stanno avvisando gli automobilisti che, una volta entrati, non potranno più uscire. I blocchi agli ingressi dei dieci comuni, come previsto dalle disposizioni del governo.

Il Duomo di Milano, ora chiuso (Foto ANSA)

STOP ALLA DIDATTICA
Chiuse tutte le scuole di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Piemonte: nelle tre regioni è prevista la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per gli anziani ad esclusione degli specializzandi e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza.  Chiusi asili e Università in Trentino Alto Adige: In Alto Adige, a partire sino a domenica 1 marzo, saranno chiusi le strutture socio-educative, pubbliche e private, dedicate alla prima infanzia (asili nido e microstrutture aziendali). Inoltre, sempre nello stesso periodo, saranno sospese le attività didattiche presso Università, Scuola superiore di sanità Claudiana e Conservatorio Monteverdi. In Friuli Venezia Giulia fino al 1 marzo compreso saranno sospese tutte le attività delle Università di Trieste e di Udine e della Scuola internazionale superiore di Studi avanzati del capoluogo giuliano. Sospesa anche l’attività didattica nelle Università piemontesi e a Genova.  L’Università Campus Bio-Medico di Roma ha disposto il rinvio della prova di ammissione al Corso di laurea in Medicina e Chirurgia.  In Friuli Venezia Giulia  scuole chiuse e manifestazioni culturali e sportive sospese a data da destinarsi su tutto il territorio regionale. Sospensione delle attività delle scuole di ogni ordine e grado, asili nido, Università, di manifestazioni ed eventi e di ogni forma di aggregazione in luogo pubblico o privato, delle gite di istruzione e dei concorsi. Sono le misure adottate in Emilia-Romagna per contrastare la diffusione del Coronavirus, valide fino al prossimo 1 marzo compreso. Sono previste nell’ordinanza firmata dal presidente Stefano Bonaccini e dal ministro della Salute Roberto Speranza.

STOP ALLE MANIFESTAZIONI PUBBLICHE
Il presidente del Veneto, Luca Zaia, assieme al ministro Speranza ha “firmato l’ordinanza con la quale vengono bloccate, Carnevale di Venezia compreso, tutte le manifestazioni pubbliche, private, la chiusura delle scuole e dei musei fino al primo di marzo”. Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha deciso “la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”. Il teatro alla Scala di Milano ha deciso di sospendere “tutte le rappresentazioni a titolo cautelativo in attesa di disposizioni”. Il Comune di Torino ha ordinato “la sospensione di tutte le manifestazioni sportive aperte al pubblico”. Rinviate nel Bolognese, all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bologna) le prove, scritta e pratica, del concorso congiunto tra Azienda Usl di Bologna, Azienda ospedaliero universitaria di Bologna, Azienda usl di Imola e Istituto ortopedico Rizzoli per la copertura di posti a tempo indeterminato nel profilo di ‘Collaboratore professionale sanitario infermiere’ previsto per i giorni 25 e 26 febbraio. Il sindaco di Acerra (Napoli), Raffaele Lettieri, ha sospeso in via precauzionale la sfilata di carnevale e il concorso per la maschera più bella. Divieto di sbarco sull’isola di Ischia per i residenti in Lombardia e in Veneto, per i cittadini cinesi provenienti dall’aree dell’epidemia e per chi vi abbia soggiornato negli ultimi 14 giorni. E a Venezia il Patriarcato ha sospeso le messe ‘incluse quelle del mercoledì delle Ceneri e quelle domenicali, alle liturgie e alle devozioni come la Via Crucis’.

EMERGENZA SANITARIA, ISOLATA VO’ EUGANEO

Le strutture sanitarie non hanno ancora individuato il paziente – o i pazienti – zero dal quale è partita la diffusione del virus in Italia. Lo ha detto il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli confermando che ancora non c’è un’indicazione precisa. E’ difficile formulare previsioni per quella che può essere la diffusione, l’unica misura concreta e valida da adottare è dunque quella di chiudere i territori. Al momento le uniche aree sottoposte a isolamento in quanto ritenute focolai del virus sono i dieci comuni del lodigiano individuati nell’ordinanza del ministro della salute e del governatore della Lombardia e il territorio del comune di Vo’ Euganeo, dove sono arrivate le prime pattuglie dei carabinieri per istituire i posti di blocco previsti dal decreto governativo. Le pattuglie delle forze dell’ordine presidieranno 24 ore al giorno 35 varchi di accesso alla zona rossa nel lodigiano, che comprende il territorio di 10 comuni, e 8 varchi per entrare nel territorio di Vo’ Euganeo. Sospese tutte le funzioni religiose in Lombardia.  All’ospedale di Schiavonia, dove vennero ricoverati i due pazienti di Vo’ Euganeo contagiati da coronavirus, sono stati fatti quasi mille tamponi sugli operatori e per fortuna per ora non ce n’è nessuno positivo.

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Sandro Bennucci

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Direttore del Firenze Post
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