Coronavirus: a Firenze bar e ristoranti chiusi dopo le 18. Prima notte dell’emergenza

Chiusura Coronavirus (Foto ANSA)

FIRENZE – Saracinesche abbassate, con gestori e ristoratori usciti pocodopo le 18 per tornare a casa. A Firenze, le disposizioni del nuovo decreto del presidente del consiglio contro l’emergenza coronavirus, sono state rispettate. Anche nella zona di Santa Croce, cuore della movida fiorentina, l’atmosfera, all’ora del tramonto, è apparsa spettrale. Tutto chiuso. Poca gente in giro, soprattutto qualche turista con mascherina che è rimasto in città nonostante ‘invito del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, a tornare a partire per ornare a casa.

E’ una Firenze vuota, praticamente mai vista prima, quella che appare agli occhi della cronista stasera, 10 marzo. Chi è stato costretto a lavorare nei pochi uffici rimasti aperti al pubblico, si è affrettato a uscire per tornare a casa. Non pochi lavoratori dipendenti hanno in tasca, o nella borsa, il modulo del ministero dell’Interno per l’autocertificazione, dove bisogna specificare il motivo per il quale uno si sta spostando.

Scarse, se non ormai annullate, nel tardo pomeriggio, le code ai supermercati, in tutta la provincia di Firenze. E questo anche perchè è stato abbondantemente spiegato che non ci saranno razionamenti per la spesa: a tutti gli esercenti sono stati garantiti rifornimenti sufficienti anche per i prossimi giorni. Il timore del mercato nero, triste ricordo dei nonni più anziani, che hanno vissuto i giorni dell’emergenza della seconda guerra mondiale, sembra assolutamente scongiurato. Cala la notte su Firenze, nel primo giorno dell’emergenza totale da coronavirus. Le forze dell’ordine garantiscono la sorveglianza contro eventuali sciacalli notturni.