Coronavirus: appello di 40 milioni di medici e operatori sanitari ai grandi del G20

Un medico ANSA/STRINGER

ROMA – Una dichiarazione firmata da oltre 40 milioni di professionisti della salute tra medici e operatori sanitari, un numero che rappresenta collettivamente più della metà della forza lavoro sanitaria e medica mondiale, provenienti da 90 Paesi per chiedere ai leader dei Paesi del G20 una Healty Recovery, “una vera guarigione da questa crisi” dando priorità agli investimenti nella salute pubblica, a acqua e aria pulite e a un clima stabile nei pacchetti di stimolo economico attualmente in esame. “Abbiamo visto in prima persona quanto possano essere fragili le comunità quando salute, sicurezza alimentare e libertà di lavoro sono interrotte da una minaccia comune – si legge nella lettera pubblicata oggi – I livelli di questa tragedia in corso sono molti e amplificati da disuguaglianze e dagli investimenti insufficienti nei sistemi di sanità pubblica. Abbiamo assistito a morte, malattie e angoscia mentale a livelli mai visti da decenni. Questi effetti avrebbero potuto essere parzialmente mitigati, o forse anche prevenuti, da adeguati investimenti in preparazione alla pandemia, sanità pubblica e gestione ambientale”

Dobbiamo imparare da questi errori e tornare a essere più forti, più sani e più resistenti. Prima di Covid‐19, l’inquinamento atmosferico stava già indebolendo i nostri corpi”, sottolineano chiedendo investimenti per ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni climalteranti che danneggiano la salute umana, per dare maggiore resilienza alle future pandemie e creare posti di lavoro più sostenibili.

Una critica feroce ai risultati delle politiche di austerity dell’Ue, che hanno causato, ad esempio in Italia (politiche dei governi da Monti in poi), la riduzione di finanziamenti nella sanità pubblica.