Migranti: quattro sbarchi, 53 persone, a Lampedusa. Mare Jonio denuncia respingimenti in Libia

ANSA

LAMPEDUSA – Quattro sbarchi di migranti inpoche ore a Lampedusa. Sono complessivamente 53 gli stranieri giunti sull’isola, tra di loro anche un bimbo di 2 anni. Dodici persone, fra cui tre donne, sono sbarcate in mattinata aCala Pisana. Poche ore dopo, una motovedetta della Guardia difinanza ha soccorso una piccola barca con 13 tunisini a bordo. Edal molo Favaloro sono poi sbarcati altri 11 tunisini esuccessivamente un quarto gruppo di 17 persone, fra cui un bambinodi 2 anni insieme alla madre.

Intanto le navi Ong continuano la loro campagna contro la Libia e, mentre l’Italia viene invasa,  incrociano davanti alla Libia alla caccia di migranti da salvare e portare in Sicilia.  Mediterranea Saving Humans afferma:  «Mentre gioiamo per i bambini, le donne e gli uomini soccorsi da Sea Watch3 in queste ore, esprimiamo tutta la nostra indignazione per le altre persone che quasi in contemporanea venivano catturate dalla cosiddetta guardia costiera libica e riportate all’inferno davanti ai nostri occhi. Durante le attivita’ di monitoraggio nella zona Sar, di ricerca e soccorso, attribuita alle autorita’ libiche, vicino a noi si e’ oggi consumato l’ennesimo crimine finanziato dall’Italia con la complicita’ dell’Unione Europea. Alle 13.27 il radar della Mare Jonio ha battuto un segnale proveniente da un’imbarcazione che muoveva da Ovest, presumibilmente da Tripoli, ad alta velocita’,oltre 20 nodi, procedendo verso Est e incrociando a nord-Ovest la nostra rotta di pattugliamento. Sempre attraverso il nostro radar abbiamo compreso presto che puntava a un’altra imbarcazione quasi ferma, e quindi in evidente difficolta’, in posizione 33 38N 1335E. Siamo rimasti in ascolto del canale radio vhf 16, sempre aperto su questo tipo di comunicazioni, attraverso il quale, pero’, I libici non hanno comunicato nulla. Alle 14.04 l’imbarcazione veloce aveva purtroppo raggiunto il suo obiettivo, a sole 10 miglia nautiche da noi. Quando 20 minuti dopo sono ripartiti, eravamo ormai a sole 6 miglia di distanza, tanto vicini da potere distinguere coi nostri binocoli, con chiarezza, di chi si trattasse. Abbiamo cosi’ dovuto assistere inermi – prosegue la nota -all’intervento dei miliziani libici che, su motovedette donate dal nostro paese, e forse telecomandati dall’aereo di Frontex call-sign Osprey3 decollato alle 5.22 di stamane dall’aeroporto Luqa di Malta, violavano ogni convenzione internazionale operando un respingimento di decine di profughi verso le bombe e la tortura da cui tentavano di fuggire. Raggiunto il punto in cui il loro povero mezzo era stato intercettato, abbiamo rinvenuto solo il relitto, un canotto grigio, coi tubolari danneggiati e sgonfiati,e, come sempre, il motore gia’ portato via: cose e persone da rivendere allo stesso modo. Noi continuiamo ora la nostra missione, monitorando e denunciando violazioni come questa, in un mare che i governi europei hanno reso teatro di morte e vergogna.»