Nardella: contro la movida blindiamo la città con più militari e reparti mobili

Piazza Santo Spirito, a Firenze

FIRENZE – Il sindaco Dario Nardella, in collegamento con la trasmissione Mi manda Rai 3, annuncia altri provvedimenti restrittivi sulle aree della movida, dopo il successo del primo contingentamento degli ingressi A santo spirito. E informa però che, per militarizzare altre zone dove impazza sfrenato il disordine e il diverimento dei giovani e meno giovani, con alcol, rumori e schiamazzi fino a tarda sera, senza mascherine, occorre l’intervento di altri reparti militari e addirittura dei reparti mobili delllle Forze dell’ordine, quelli impiegato normalmente in ordine pubblico contro gli ultrà quando gli stadi erano pieni.

«Sulla movida abbiamo deciso di contingentare gli ingressi in piazza Santo Spirito e ha funzionato. Lo possiamo fare anche in altri luoghi ma è necessario un apporto maggiore dalle forze dell’ordine. Credo che sia importante utilizzare al massimo i militari del progetto Strade sicure anche con agenti in più e utilizzare i reparti mobili, cioè quegli agenti delle forze dell’ordine che di solito sono impegnati per esempio nelle partite di calcio negli stadi o in altre manifestazioni pubbliche e che in questo periodo, in virtù del Covid, sarebbero disponibili».

«I controlli non devono essere concentrati solo sui gestori, ma devono essere equilibrati e concentrati anche sul comportamento delle persone. Non basta evitare assembramenti davanti a locali e bar, bisogna farlo in generale nelle strade, nelle piazze. Se non applichiamo queste misure, rischiamo davvero il coprifuoco».

Il sindaco è giovane e quindi non può ricordarsi di avvenimenti accaduti nel marzo del 1990, quando io ero viceprefetto vicario. Il centro cittadino era pieno di tappetini di vu’ cumprà (si era agli albori dell’invasione dei migranti), le associazioni dei commercianti e molti cittadini si lamentavano della situazione, il sindaco chiese l’intervento del prefetto, fu addirittura necessario l’arrivo del capo della Polizia, allora prefetto Vincenzo Parisi, che mise a disposizione reparti mobili, carabinieri, guardia di finanza, che pattugliarono la città eliminando il disturbo. Ma allora proprio coloro che avevano richiesto l’azione risolutrice dello Stato gridarono al razzismo (gli ambulanti erano quasi al 100% di colore), all’eccessiva militarizzazione della città, che loro stessi in realtà avevano richiesto. Controlli sì, ma non troppi se no (allora, non adesso che i turisti non ci sono causa Covid) si crea disturbo all’economia cittadina basata essenzialmente sul turismo.

Ecco, caro sindaco, le cito questi episodi per ricordare che gli umori di questa città sono variabili, da zona a zona, da categoria a categoria, da fazioni politiche a fazioni politiche. Ci sarà sicuramente chi, nel caso di una moltiplicata presenza di militari e Forze dell’ordine, l’accuserà di volere una deriva autoritaria, anche se forse non si spingerà a criticarla aspramente, come fece il giornale L’Unità all’epoca dell’intervento di Parisi.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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