Pensioni: crescono quelle di vecchiaia dei privati (+86%), diminuiscono quelle anticipate

sede Inps ANSA/CLAUDIO PERI

ROMA – Nel 2020 l’Inps ha liquidato 795.730 nuove pensioni, pari a un aumento del 7,42% sulle 740.486 del 2019, ma con un balzo del +86% delle pensioni di vecchiaia del settore privato e del 75% per gli assegni sociali. L’aggiornamento allo scorso 2 gennaio dell’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento mostra come le pensioni di vecchiaia lo scorso anno sono state 255.813contro le 156.995 del 2019 mentre diminuiscono quelle anticipate (277.544 nel 2020, 299.770 l’anno precedente).

Ad aumentare – osserva l’Inps – sono soprattutto le pensioni di vecchiaia dei lavoratori dipendenti del settore privato, segmento che registra un incremento dell’86%, mentre le altre gestioni hanno avuto incrementi più modesti. L’Istituto spiega che tale incremento delle pensioni di vecchiaia dei lavoratori nel privato è riconducibile all’aumento dei requisiti anagrafici nel 2019 (da 66 anni e 7 mesi a 67 anni), che invece sono rimasti immutati nel 2020. Per lo stesso motivo, anche gli assegni sociali rispecchiano lo stesso andamento (68.273 nel 2020, 39.020 nel 2019). In tale scenario l’Istat rileva, pertanto, una quasi parità del numero delle pensioni di vecchiaia con quelle anticipate, che nel 2019erano aumentate rispetto all’anno precedente sia per l’aumento dell’età pensionabile sia per l’introduzione della cosiddetta quota 100.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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