Governo Draghi: aperture di Berlusconi e Di Maio. Conte: «Non sono un ostacolo»

Mario Draghi a Montecitorio
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA – C’è stata una doppia apertura, al presidente incaricato Draghi, a poche ore dall’avvio del primo giro di consultazioni. Arriva da Berlusconi e Di Maio. Il presidente di Fi avverte il centrodestra che la scelta di Mattarella per l’ex presidente della Bce «va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese. La politica deve assumersi la responsabilità delle scelte». Il ministro degli Esteri si rivolge al M5s, chiedendo di ascoltare il presidente incaricato prima di decidere, mostrando il rispetto istituzionale dovuto e di essere maturi agli occhi del Paese, malgrado legittime preoccupazioni. «Rompiamo gli schemi, il M5s apra a Draghi». Lo dice Virginia Raggi parlando con il foglio. «Bisogna partire dai temi e puntare su un governo politico. Il paragone con il precedente Monti è sbagliato. Dal Recovery alla burocrazia si può fare molto», dice ancora Raggi.

Intanto, fuori da Palazzo Chigi, il premier uscente, Giuseppe Conte, ha incontrato i giornalisti. Ha detto: «Da me nessun ostacolo a Draghi. Gli ho fatto gli auguri. In queste ore qualcuno mi considera un ostacolo alla formazione di un nuovo governo, evidentemente questo qualcuno non mi conosce. I sabotatori cerchiamoli altrove, io auspico un governo politico solido e con la sufficiente coesione per operare scelte politiche, perché le urgenze del paese richiedono risposte che non possono essere tecniche».