Vaccini: AstraZeneca taglia ancora. Il piano italiano può saltare. Draghi si faccia sentire

ROMA – Dovrà usare il suo prestigio e l’influenza intrernazionale di cui gode, Mario Draghi. Perchè il taglio nazionale, comunicato a varie regioni, sulle dosi in consegna questa settimana del vaccino Astrazeneca, si aggirerebbe sul 15%. E’ a rischio il piano nazionale dei vaccini. «Ci è stata comunicata una riduzione di 9 mila dosi del vaccino Astrazeneca per le prossime consegne e questa è una brutta notizia. Mi domando come si possano conciliare le presunte offerte di mediatori proposte ad alcune regioni su mercati paralleli per il vaccino Astrazeneca con l’acclarata riduzione?», dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Il presidenmte del consiglio, ora, deve intervenire, ripeto usando tutto il suo peso pwersonale, oltren che come primo ministro italiano, per far chiarezza in Eurpa e nel mondo. Non è possibile che l’Europa sia in coda nell’approvvigionamento dio vaccini, rispetto a Usa, Regno Unito, Israele ed Emirati Arabiu, e che l’Italia sia nelle ultime file della graduatoria europea. Il fatto di avere Draghi a capo del governo deve influire e permettere al nostro Paese di riguadagnare posizioni, mettersi al sicuro e ripartire.

 La Toscana vuol produrre vaccini. «Stiamo pensando di usare i fondi europei destinati alla ricerca farmaceutica e in particolare ai vaccini per incentivarne la produzione: l’invito dunque che rivolgo alle aziende toscane è di attrezzarsi per dare seguito a questa opportunità». Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, come Firenze Post ha pubblicato anche in un altro servizio.

«Ho visto – ha spiegato Giani – che nei finanziamenti europei che ci potranno arrivare con il Fesr 2021-27 noi possiamo anche poter stanziare verso la ricerca farmaceutica del vaccino risorse europee che avranno un carattere di priorità. Come Regione Toscana, più che andare a cercare a chissà quale mercato i vaccini, perché su quel versante noi ci manteniamo in armonia con lo Stato, ci vogliamo concentrare sul supportare chi si cimenta nella ricerca per la produzione di vaccini, perché i vaccini sono il vero strumento per contrastare la pandemia e per farci ritornare tutti alla normalità».