Immobili venduti all’asta: boom nel 2020 (+63,5%), anche molti conventi e ospedali

ROMA – E’ un vero e proprio boom per le case in vendita all’asta nel nostro Paese che, negli ultimi 6 mesi del 2020, ha visto una crescita del 63,5%. Stando al tradizionale Rapporto semestrale sulle aste immobiliari redatto dal Centro Studi Sogeea le procedure rilevate a fine 2020 sono infatti 15.146, a fronte delle 9.262 rilevate nel precedente mese di luglio.

La crisi dettata dalla pandemia di Covid-19 sta segnando anche il settore degli immobili e, inaspettatamente, morde anche ospedali e conventi i cui edifici finiscono all’incanto. Dal tradizionale Rapporto semestrale sulle aste immobiliari redatto dal Centro Studi Sogeea risulta che sono stati pignorati e messi all’asta 4 Castelli, 15 Ospedali e 8 Teatri, ma il record delle categorie speciali degli immobili pignorati però va alla carità: ci sono ben 17 Conventi messi all’asta.

Sopra quota mille immobili ci sono: la Campania (1187 unità, rispetto ai 437 del semestre scorso), le Marche (1028 rispetto ai 678 del semestre precedente), la Toscana (1131 rispetto ai 1063 di luglio 2020). A livello di province, invece, spiccano le 844 case all’asta di Roma, con Ancona a quota 641 davanti a Napoli (570), Catania (536) e Bergamo (508). Mezzogiorno e Isole, invece, hanno fatto registrare un incremento tale delle abitazioni in vendita che non può che far riflettere (+284%). Qui non si tratta di boom per le case in vendita all’asta, anzi.

Il 66% delle abitazioni all’asta ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, percentuale che sale addirittura fino all’89% se si prendono in esame anche gli immobili appartenenti alla fascia tra 100.000 e 200.000 euro. E nella stragrande maggioranza dei casi, insomma, non si tratta certo di case di particolare pregio”. “La stima del valore finanziario delle transazioni rilevate in questo secondo semestre, è di circa 1,5 miliardi di euro, di cui, tolte le spese per le procedure, sono circa 1,4 miliardi destinati alle banche