Ragusa: Procura accusa Mare Jonio pagata per soccorrere migranti

La nave Mare Jonio al porto di Marsala, 10 aprile 2019.
ANSA

RAGUSA – La Procura di Ragusa ipotizza che in cambio del trasbordo, l’11 settembre del 2020, sulla nave Mare Jonio di 27 migranti dalla nave danese Maersk Etienne, che li aveva soccorsi 37 giorni prima, siano stati percepite somme di denaro.  Per questo ha disposto perquisizioni a Trieste, Venezia, Palermo, Bologna, Lapedona (FM), Mazara Del Vallo (TP), Montedinove (Ap) e Augusta (SR). Lo annuncia il giornale La Sicilia.

Nell’inchiesta, che ipotizza i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di violazione alle norme del codice della navigazione, sono indagate dalla Procura di Ragusa quattro persone.

Le indagini sono state affidate a un gruppo interforze composto da militari del nucleo Pef della Guardia di finanza di Ragusa e da poliziotti della Squadra Mobile della Questura del capoluogo Ibleo e da personale della sezione Operativa Navale delle Fiamme gialle di Pozzallo e della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Pozzallo.

Il gruppo investigativo sta eseguendo un decreto di perquisizione personale e locale e di sequestro finalizzato a «ricercare ed acquisire ogni elemento documentale e/o su supporto elettronico utile a comprovare i rapporti tra gli indagati e tra essi e la società danese armatrice della Maersk Etienne, nonché di eventuali altre società armatoriali».

Al centro dell’inchiesta lo sbarco di 27 migranti il 12 settembre del 2020 nel porto di Pozzallo dal rimorchiatore Mare Jonio che erano stati stati trasbordati sulla Mare Jonio il giorno prima dalla motonave danese Maersk Etienne, che li aveva salvati 37 giorni prima in mare dopo un evento Sar disposto da Malta ed era in attesa di assegnazione di un porto sicuro.

Per la Procura di Ragusa, sulla base di indagini «fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali», è «emerso che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della Mare Jonio sarebbe avvenuto senza nessun preventivo raccordo con le autorità maltesi, competenti per l’evento Sar, o con quelle italiane ed apparentemente giustificato da una situazione emergenziale di natura sanitaria, documentata da un report medico stilato dal team di soccorritori imbarcatosi illegittimamente a bordo del rimorchiatore».

Ma non solo, è la contestazione più grave mossa dalla Procura di Ragusa: il trasbordo sarebbe stato «effettuato solo dopo la conclusione di un accordo in virtù sarebbe stata percepita un’ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso». Vedremo quale sarà il seguito della vicenda.