Covid, Giani: «Toscana può restare arancione. Rischio rosso per Empoli, Valdelsa, Grosseto, Pontedera»

Eugenio Giani con personale sanitario (foto dal profilo Facebook di Giani)

FIRENZE – Non è automatico che la Toscana, da lunedì, sia tutta zona rossa. L’aumento dei contagi di oggi in Toscana, il presidente Giani se l’aspettava.  L’anno scorso il punto massimo dei contagi fu in Toscana il 20 di marzo, oggi siamo al 18 di marzo e quella memoria storica, ha sottolineato il governatore, ci porta a prevedere questi come i giorni del picco, i giorni più delicati. In realtà per quanto riguarda la determinazione delle zone ci porta a innalzare, ma ad essere a 246 contagi su 100 mila abitanti quindi sotto la soglia di 250, la Toscana quindi può pensare, ragionevolmente, di rimanere in zona arancione anche per la settimana prossima.

Giani ha parlato di tutto questo a margine di una conferenza stampa. La Regione dunque, ha aggiunto, andrà avanti «con il metodo che ormai usiamo da quattro settimane cioè ritagliando la zona rossa per quelle zone di livello provinciale in cui si supera i 250 contagi su 100mila abitanti».

Ancora Giani: «Oltre quelle che già conosciamo, Pistoia e Prato, rischiano la zona rossa, la provincia di Arezzo, dove faremo una valutazione nelle prossime ore e tra le altre province più a rischio c’è quella di Grosseto. Pisa la metterei da una parte – ha aggiunto Giani – in questo momento vedo l’allargamento dell’area del comprensorio del Cuoio all’Empolese Valdelsa quindi verrebbe un’area non provinciale, ma un’area che corrisponde al distretto socio-sanitario dell’Empolese Valdelsa e Valdarno inferiore. Devo dire che è preoccupante la situazione che si sta determinando nella bassa Valdera, con alti livelli a Pontedera, Ponsacco e Calcinaia quindi dovremo fare una valutazione. Questa discussione – ha concluso Giani – la faremo anche in Versilia e poi prenderemo una decisione sulla base dei dati».