Firenze, Uffizi: il ritratto Dante di Andrea del Castagno restaurato dall’Opificio delle Pietre dure

Dettaglio del ritratto di Dante di Andrea del Castagno

FIRENZE – Il ritratto di Dante di Andrea del Castagno, custodito dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, ritrova la sua naturale giovinezza grazie al restauro dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. L’affresco, uno dei più noti volti dell’Alighieri nella storia dell’arte, presentava in origine un’immagine serena e pacata del poeta, diversa da come si presentava prima del restauro. ll progressivo deposito di sedimenti sulla superficie pittorica e i successivi interventi e ritocchi avevano infatti scurito ed appesantito il cromatismo dell’opera, dandole un aspetto da dipinto a olio. L’offuscamento dei colori aveva avuto inoltre l’effetto di invecchiare il volto di Dante, che risultava così ben più cupo e accigliato che in origine.

Il ritratto appartiene al ciclo di affreschi raffiguranti nove uomini e donne illustri, realizzato da Andrea del Castagno tra il  1447 e  il 1449 per la Villa Carducci Pandolfini nei pressi di Legnaia (appartenuta a Filippo Carducci, che aveva ricoperto a Firenze, fra le altre cariche, quella di Gonfaloniere di Giustizia). Forse a causa di un cambio di destinazione d’uso degli ambienti, gli affreschi furono coperti di bianco e dimenticati; furono riscoperti a metà Ottocento e nel 1850, quando la Villa era di proprietà di Margherita Rinuccini e del marito Giorgio Teodoro Trivulzio, furono staccati e venduti; felicemente li acquistarono gli Uffizi. 

Il restauro condotto dalle specialiste dell’Opificio delle Pietre Dure è partito da un’approfondita ricerca sull’affresco e da un’analisi scientifica della tecnica esecutiva e dello stato di conservazione mediante tecniche di diagnostica non invasiva. Il risultato ha ripristinato nell’opera la leggerezza tipica della pittura murale, riscoprendo un volto di Dante luminoso ed animato da una freschezza quasi giovanile, finora del tutto inedita. L’intervento, sostenuto dalla signora Linda Balent dei Friends of the Uffizi Galleries, è durato circa sei mesi.

Il ritratto di Andrea del Castagno sarà presto protagonista della grande mostra «Dante – La visione dell’arte», organizzata a Forlì dalla Fondazione Cassa dei Risparmi della città romagnola insieme alle Gallerie, che concedono in prestito circa cinquanta opere, nell’ambito delle celebrazioni per il Settecentenario della morte del padre della Divina Commedia.

Non solo: al termine della mostra, l’affresco staccato verrà esposto a Castagno d’Andrea, nel comune fiorentino di San Godenzo, paese natale dello stesso pittore Andrea del Castagno e luogo dantesco per eccellenza, in quanto fu proprio qui che l’Alighieri, esiliato da Firenze, decise di accettare il provvedimento dei fiorentini contro di lui e di non tornare nella sua città (dove, con ogni probabilità, sarebbe stato giustiziato) lasciando così per sempre le terre della sua Toscana.

«Si tratta – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – dell’immagine forse più famosa di Dante, un’icona che si lega alla cultura e allo spirito italiani. Ancora più significativo è il fatto che il restauro sia stato finanziato Linda Balent, dei Friends of the Uffizi Galleries, il ramo americano degli Amici degli Uffizi. Perché Dante è infatti anche un poeta universale, e la sua opera è attuale ovunque nel mondo».