Ragusa: sequestro nave Mare Jonio confermato da Tribunale

La nave Mare Jonio 
ANSA

RAGUSA – Il Tribunale di Ragusa ha confermato il sequestro disposto dalla Procura di Ragusa nei confronti della società armatrice della nave Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans. Non appena verranno depositate le motivazioni presenteremo ricorso in Cassazione, hanno annunciato all’Adnkronos i legali, gli avvocati Fabio Lanfranca e Serena Romano.

Il sequestro riguarda documentazione a bordo e computer oltre a diversi strumenti di bordo. Sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violazione alle norme del Codice della navigazione le accuse ipotizzate dalla Procura della Repubblica di Ragusa alla società proprietaria ed armatrice del rimorchiatore Mare Jonio e di quattro persone tra soci, dipendenti o amministratori, sia della nave sia della Ong italiana Mediterranea Saving Humans che la gestisce.

I fatti risalgono al settembre dello scorso anno, quando per 37 giorni la nave mercantile Etienne della società danese Maersk attese inutilmente di poter sbarcare un gruppo di 27 migranti che aveva preso a bordo durante la navigazione nel Mediterraneo centrale, nell’area Sar di competenza di Malta. I migranti furono poi trasferiti sulla Mare Jonio che poco dopo ottenne a Pozzallo il ‘Pos’, il porto sicuro, dalle autorità italiane dopo che a bordo fu dichiarata l’emergenza sanitaria.

La procura di Ragusa ritiene che per quel trasbordo dal mercantile alla nave Ong sia stato pagato un prezzo. «Le indagini fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali, hanno permesso di far emergere che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della Mare Jonio è stato effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della M/n Mare Jonio ha percepito una ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso».

Ma i legali non ci stanno. Le risultanze istruttorie confluite nel fascicolo del sequestro confermano a pieno la veridicità dei report sanitari e il gravissimo stato di emergenza in cui ebbe ad essere effettuato il soccorso- dicono – Dall’analisi dei documenti della Procura abbiamo trovato la conferma che tre persone avevano cercato di uccidersi lanciandosi in mare e che altri avevano manifestato intenti suicidari a causa del gravissimo stato di stress fisico e psichico in cui versavano, del timore di essere riportati nell’inferno da cui venivano e dell’incertezza sulla loro sorte. I 27 naufraghi per 38 giorni hanno dormito su corde e cartoni adagiati sul pavimento del ponte della Maersk Etienne, riparati dagli agenti atmosferici con teli di fortuna – dicono ancora i legali – La nave cisterna, che avrebbe dovuto attraccare il 6 agostper fare rifornimenti, non aveva risorse sufficienti ed il cibo è stato razionato.