Covid, Firenze: i sindaci difendono la zona rossa. I dati delle terapie intensive

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella

FIRENZE – «La decisione di mantenere per una settimana l’intero territorio provinciale di Firenze in zona rossa è stata presa in piena sintonia fra tutti e 41 i sindaci della Città Metropolitana insieme al presidente della Regione Eugenio Giani, dopo attente valutazioni basate sui dati della pandemia nel nostro territorio, con particolare attenzione all’aumento dei contagi e dell’occupazione dei posti letto e delle terapie intensive negli ospedali. Siamo fiduciosi che questi ulteriori cinque giorni di zona rossa, in concomitanza con un’accelerazione della campagna vaccinale, porterà i risultati sperati per la salute dei nostri cittadini e per la ripartenza dell’economia del nostro territorio».

E’ quanto scrivono i 41 sindaci della Città Metropolitana di Firenze riguardo alla conferma della zona rossa per Firenze e la provincia. «Siamo tutti consapevoli delle difficoltà per le categorie economiche e per le scuole, con le seconde e terze medie e le superiori ancora in Dad – aggiungono i sindaci -, ma si tratta di un sacrificio di cinque giorni in più, necessario per poter contenere ancora i contagi, con la speranza di poter tornare in zona arancione già dal prossimo fine settimana».

I dati dei contagi non sono omogenei su tutto il territorio metropolitano, ma per i sindaci «non aveva alcun senso adottare un provvedimento a macchia di leopardo che avrebbe soltanto aumentato la confusione, mentre i cittadini oggi ci chiedono prima di tutto chiarezza delle regole”. Quella della zona rossa, concludono i sindaci, “è stata una decisione che abbiamo preso di comune accordo con il ministro della Salute Roberto Speranza, consapevoli che la battaglia per contenere la pandemia e far ripartire le attività sui nostri territori non si gioca sul filo di lana dei dati, ma in scelte e comportamenti responsabili, spesso gravosi ma orientati alla soluzione dei problemi».