Covid: Vissani e ristoratori, protesta a casa Draghi contro aperture all’aperto. Ma il premier non c’era

Gianfranco Vissani a Città della Pieve, davanti a casa Draghi (Foto ANSA)

CITTÀ DELLA PIEVE (PERUGIA) – Gianfranco Vissani e altri chef, stellati e non, sono andati a cucinare per protesta, oggi 18 aprile 2021, davanti alla casa di Mario Draghi, a Città della Pieve. Ma il Premier, forse informato, ha preferito passare la domenica altrovce. Vissani e compagni hanno comunque manifestato contro i ristori assolutamente insufficienti e contro le aperture solo all’aperto. «Con questo freddo, chi vuole mangiare nei dehors?», ha detto lo chef.

Vissani, maestro della cucina italiana, si è presentato con il ciambellone, tipico dolce umbro, con il solito spirito battagliero che lo accompagna dall’inizio della pandemia e che da oltre un anno sta costringendo alla chiusura locali e ristoranti. Maglioncino nero e sciarpa color salmone, racconta di essersi vaccinato col Pfizer e di aver perso «in 13 mesi di chiusura almeno 2 milioni di euro, mentre dallo Stato abbiamo ricevuto più o meno 20mila euro. Non ci abbiamo pagato nemmeno le utenze», ha sottolineato lo chef. Ma nel giorno della manifestazione, che si è svolta a qualche centinaio di metri dai cancelli che conducono alla casa del presidente del Consiglio, Draghi ha scelto di non trascorrere nella residenza umbra il fine settimana. Ma questo non ha impedito ai ristoratori e ai produttori – c’era anche Marco Caprai, produttore di Sagrantino di Montefalco – di ribadire tutto il loro disappunto per i sostegni economici fin qui ricevuti e nel mirino sono finiti anche le ultime misure adottate dall’Esecutivo.

«Dal 26 aprile hanno autorizzato la ristorazione all’aperto, ma come si fa a mangiare fuori con questo freddo?», si è domandato Vissani. Aggiungendo: «Spero che Dio ci aiuti a superare questa crisi, ma qui servono denari freschi. Dobbiamo riaprire i nostri ristoranti, magari aumentiamo le distanze, mettiamo il vetro a separare i clienti, ma dobbiamo riaprire. Nel mio ristorante abbiamo acquistato dei macchinari certificati dalla Nasa che ti creano una bolla attorno e quindi se hai il virus non lo trasmetti e te lo riporti fuori con te».

Quando riaprirà Casa Vissani, il ristorante che ha sul lago di Corbara, a pochi chilometri da Orvieto, al momento lo chef non è in grado di stabilirlo, probabilmente finché non potrà riaccogliere i clienti all’interno delle sue sale potrebbe scegliere di restare chiuso. Quello che invece andava fatto fin dall’inizio della pandemia per fronteggiare economicamente la crisi – dice – «era tagliare subito, da parte dell’Unione europea, il debito pubblico, mentre la Bce doveva stampare soldi. Oggi siamo venuti qui a Città della Pieve giusto per ribadire che ci siamo anche noi».