Rai: scontro sui nuovi vertici. I nomi in pole per presidente e ad

Ha continuato, Fedez, ad alimentare la polemica con Salvini e la Rai per la presunta censura al suo intervento al Concertone dei sindacati. Ma è la sua vocazione: fa l’influencer, deve far parlare di sè. Lasciatemi dire che si è trattato di una polemica poco appassionante. Ora superata. Il vero argomento politico, scottante sul tavolo del governo, riguarda il nocciolo di tutto: le nomine Rai e, addirittura, una riforma che sarebbe in canna da tempo. Riforma però bloccata perchè nessuno è certo di ottenere vantaggi. Movimento 5 Stelle e Pd agitano il pentolone, si schierano perfino dalla parte di Fedez per avere argomenti contro Salvini e il Centrodestra, ma sanno bene che, oltre i polveroni, bisogna sedersi a un tavolo e confrontarsi. Lega e Forza Italia (per non parlare della Meloni che fa contare il consenso cresciuto nella sua quasi solitaria opposizione) porteranno a Draghi le lorio proposte. Il Premier è uomo pragmatico, vuole risultati non teorie. Quindi bisogna avere candidati di peso.

NOMINE – Partita senza dubbio impegnativa. Nella seconda metà di maggio, al più tardi all’inizio di giugno, è attesa l’indicazione, da parte del Tesoro, dei nomi dell’amministratore delegato e del presidente, che dovranno essere votati a maggioranza dai due terzi dalla Commissione parlamentare di vigilanza. Il premier, Mario Draghi, e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, hanno solo qualche settimana per fare le scelte. E’ stata incaricata una società di cacciatori di teste per individuare i profili più idonei, sui quali orientarsi. Ma negli ambienti parlamentari e della maggioranza già iniziano a circolare nomi e ipotesi. E’ in questo dibattito, tutto sottotraccia, che Matteo Salvini si scaglia contro la sinistra che vuole lottizzare tutto e chiede un amministratore delegato interno e meritevole, senza tessere, parentele o amicizie importanti. E soprattutto che non abbia sponsor di sinistra. Altri toni sceglie invece il Pd, rimarcando l’esigenza di una  discontinuità nella governance e nelle gestione delle nomine.

NOMI – E veniamo al concreto, ai nomi. Come possibile amministratore delegato si parla di una figura solida all’interno della Rai, ossia del responsabile dei palinsesti, Marcello Ciannamea (piacerebbe alla Lega), o, in alternativa, di Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. Tra gli esterni circolano, nei rumors parlamentari, i nomi di Eleonora Ripa, di OpenFiber, Laura Cioli, già in Rcs, o Eleonora (Tinny) Andreatta, considerata vicina al Pd, ma poco gradita al centrodestra, con in più l’ostacolo della clausola di non concorrenza a frenare il ritorno in Rai da Nextflix. Quanto alla figura del presidente, il nome dovrà trovare il consenso di una larga maggioranza in commissione di vigilanza, ed è anche sotto questa luce che si valutano i nomi. Si fanno quelli dei giornalisti Ferruccio De Bortoli, già indicato nei mesi scorsi come possibile sottosegretario all’Editoria, e Paola Severini Melograni, ma anche quelli dell’ex dg Mauro Masi e dell’economista Alberto Quadro Curzio.

CENCELLI – Un tema sarà l’equilibrio di genere tra le nomine. Anche tra i quattro esponenti di nomina parlamentare, cui si sommerà il rappresentante dei sindacati interni (dovrebbe essere confermato Riccardo Laganà). Il manuale Cencelli prevederebbe un rappresentante del Pd, uno del M5s, uno della Lega e uno di Fdi o di Fi. Su quest’ultima casella pesano gli equilibri interni al Centrodestra, con le scorie delle tensioni sulla presidenza del Copasir. Gli azzurri preferirebbero incidere sulla scelta del nome del presidente, piuttosto che indicare un consigliere, la Lega potrebbe puntare ancora su Igor De Biasio e Fdi su Giampaolo Rossi, ma la partita tra gli alleati è aperta. In ogni caso bisogna che alla Rai torni un clima sereno e voglioso di puntare non solo alla rinascita interna, ma a quella del Paese dopo la pandemia. Certe notizie che arrivano in queste ore da Saxa Rubra, come quella della lite fra due giornalisti – finita a cazzotti, e con l’intervento della polizia – fanno rabbrividire. Nelle redazioni si può discutere (è successo e succederà sempre), ma bisogna avere rispetto del proprio ruolo. A maggior ragione nel servizio pubblico. Ecco perchè sono necessarie, ai vertici, figure di indubbio prestigio, dotate di capacità e carisma.