Migranti: 50 morti al largo della Libia. 35 sbarcano in Puglia. L’Ue deve contrastare scafisti e criminali

ROMA – Sono morti 50 migranti in un naufragio davanti alla costa di Zawiya, in Libia. Lo riferisce l’agenzia Al Arabiya che riporta un comunicato della Mezzaluna Rossa libica. Un’altra tragedia del mare legata al traffico di esseri umani, alimentato da organizzazioni criminali senza scrupoli, con scafisti che speculano sulla tragedia di chi affronta l’incognito in cerca di un futuro migliore. Un traffico che va stroncato, anche dall’Unione Europea che non può permettersi solo di fare la ragioniera sui conti dei Paesi membri e non si preoccupa di salvaguardare i confini comuni

Precedentemente, l’Oim, l’agenzia dell’Onu per le migrazioni, aveva riferito che almeno 11 persone sono morte dopo che il gommone su cui viaggiavano era affondato. A bordo di quest’ultimo vi erano in tutto 24 migranti, erano diretti in Europa. La Guardia Costiera libica ne ha salvati 12.

Riguardo all’Italia, la Guardia di finanza ha intercettato, a dieci miglia al largo della Puglia, esattamente a Vieste, in provincia di Foggia, una barca a vela battente bandiera bulgara con a bordo 35 migranti. Tra questi nove donne e 12 bambini, tutti afghani. I migranti stanno tutti bene e sono stati ospitati in alcune strutture del porto di Vieste. Sull’imbarcazione, già intercettata nelle acque di Vieste a settembre 2020, c’erano due presunti scafisti, entrambi ucraini, di 35 e 41 anni. La loro posizione è al vaglio degli investigatori.