Napoleone a Firenze e in Toscana: mostre, incontri e iniziative per i 200 anni dalla morte

FIRENZE – Mostre, incontri e approfondimenti storici e artistici, conferenze, itinerari di visita: nel bicentenario della morte di Napoleone Bonaparte il progetto «Napoleone 2021. Firenze la città sognata» celebra a Firenze e in Toscana la ricorrenza con una serie di iniziative che da maggio a dicembre valorizzano il patrimonio custodito sul nostro territorio, in musei, archivi, in palazzi e collezioni private e legato a uno dei personaggi che ha segnato in maniera indelebile la storia dell’Europa moderna.

Obiettivo: far conoscere come Firenze e la Toscana conservino un patrimonio di memorie spesso poco note ma che testimoniano un importante momento della storia della città e del territorio, offrendo un contributo originale quanto rivelatore dell’intenzione di costruire un società con forti caratteri di rinnovamento.

Dai preziosi materiali di archivio, alle opere artistiche, alle realizzazioni architettoniche e decorative –  patrimonio di memorie spesso poco note ma utili alla comprensione della vicenda napoleonica – : sono questi i protagonisti del progetto Napoleone 2021. Firenze la città sognata che si propone di coordinare e promuovere le iniziative organizzate da alcune istituzioni e associazioni culturali presenti sul territorio fiorentino che intendono celebrare il bicentenario della morte di Napoleone, offrendo contributi scientifici e culturali da presentare al vasto pubblico.

Un portale web dedicato riunirà tutte le proposte culturali delle diverse istituzioni e associazioni, consentendo al pubblico di avere in ogni momento il quadro complessivo delle proposte culturali legate alle celebrazioni napoleoniche, e di poter accedere a tutti i contenuti virtuali, dalle mostre alle registrazioni di conferenze, agli itinerari che saranno predisposti all’interno delle collezioni.

«È in corso di preparazione anche la mostra virtuale Firenze, la città sognata che sarà accessibile direttamente dal portale e che si basa sulla documentazione archivistica e architettonica di due grandi istituzioni cittadine, l’archivio di Stato di Firenze e l’archivio Storico Comunale, che hanno messo a disposizione i loro materiali per un realizzazione tridimensionale della trasformazione urbanistico/architettonica voluta da Napoleone per alcune parti della città. La mostra, curata da Giuseppina Carla Romby è realizzata in collaborazione con il dipartimento DIDA dell’Università di Firenze. Partecipano al progetto istituzioni e associazioni, espressione del mondo culturale fiorentino e toscano, oltre al Museo Stibbert, l’Archivio di Stato di Firenze, l’ Archivio Storico del Comune di Firenze, l’Associazione Amici Museo Stibbert Aps, l’Associazione Amici di Palazzo Pitti Aps, l’Associazione Amici dell’Istituto Francese di Firenze, l’Institut Français de Florence, il Museo Medagliere dell’Europa Napoleonica, il Souvenir Napoléonien, la Fondazione Spadolini Nuova Antologia.

“Napoleone aveva un cordone ombelicale con la nostra regione grazie alla sua origine: i Buonaparte infatti erano una famiglia còrsa con origine tra Sarzana e San Miniato”, ha detto il presidente Eugenio Giani. “Con questa iniziativa la Toscana vuole ricordare la figura di Napoleone, che rappresenta uno degli snodi fondamentali della storia, che ha segnato lo sviluppo dell’Europa moderna, in campo istituzionale, in campo giuridico con il codice civile e nel sistema educativo, finanche nel costume. E la Toscana ha un patrimonio di memorie poco note, dai materiali di archivio preziosi, alle opere, alle realizzazioni architettoniche e decorative che la rendono privilegiata per una adeguata comprensione della vicenda napoleonica, anche in relazione alla stessa vita quotidiana. Un patrimonio che è giusto valorizzare e portare alla conoscenza del grande pubblico nell’anniversario della morte di Napoleone, e che offre ad una riflessione su alcuni aspetti del ruolo che l’Impero dei francesi ebbe sulle scelte politiche, economiche e culturali in Toscana”.

“Questo cartellone di appuntamenti – ha affermato Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze e presidente dello Stibbert – è un grande esempio di sinergia tra la Regione Toscana e gli enti culturali del territorio. Il museo Stibbert è un gioiello di Firenze e grazie a iniziative come questa sarà ulteriormente valorizzato. Questo anniversario, inoltre, contribuirà a creare un nuovo asse culturale che abbraccia lo Stibbert e la vicina Villa Fabbricotti, nuova sede dell’archivio Alinari”.

“Il Museo Stibbert – ha detto Enrico Colle, direttore della Fondazione Museo Stibbert – ha fatto da capofila ad una serie di istituzioni e associazioni interessate al tema napoleonico, che hanno programmato eventi di vario tipo, dalle conferenze, alle visite guidate alle mostre in sede o virtuali. Tutte le iniziative sono importanti per contribuire al progetto diffuso su tutto il territorio fiorentino con il titolo ‘Napoleone 2021. Firenze la città sognata’, e sono descritte e calendarizzate in un portale internet dedicato che presto verrà attivato. Il museo Stibbert conserva un patrimonio eccezionale di cimeli napoleonici, a partire dal Petit Costume d’Italie indossato da Napoleone per le cerimonie dell’incoronazione a re d’Italia nel 1805 a Milano, caratterizzato dal grande manto verde ricamato in oro e argento. Tutte le opere, tra cui la sciabola di Murat, il decreto di concessione dello stemma di Firenze autografato dall’Imperatore, le armi, le bandiere e i ritratti, saranno esposti insieme in una mostra allestita dalla metà di giugno nell’Ala Nord del museo”.

“Il percorso espositivo multimediale – ha detto la professoressa Giuseppina Carla Romby, curatrice della mostra multimediale ‘Progetti e piani urbanistici in età napoleonica’, realizzato in collaborazione con l’Archivio di Stato, l’Archivio Storico Comunale e l’Università di Firenze (Dida) – propone la restituzione e mappatura degli interventi previsti e/o realizzati per aggiornare l’impianto e la qualità dello spazio urbano. E mentre il rinnovamento del centro cittadino vedeva la ridefinizione degli spazi più rappresentativi di piazza del Duomo, piazza S. Giovanni e piazza della Signoria, tutte interessate da ampliamenti e riqualificazione della cortina edilizia, con il progetto del grandioso Foro Napoleone, che avrebbe occupato i terreni della chiesa e convento di S. Marco fino alle mura urbane e alla Porta San Gallo, si sarebbe attuata la completa trasformazione di un intero settore urbano. Infine il progetto del canale navigabile aperto sulla riva destra dell’Arno con inizio in piazza Ognissanti trasformata in porto, avrebbe disegnato la nuova dimensione della ‘belle Ville’ di Firenze. E molti progetti non realizzati nella breve stagione dell’amministrazione francese, hanno poi trovato compimento negli anni del restaurato governo lorenese”.

Napoleone e la Toscana. La Toscana, governata dai Bonaparte fino dal 1805 per il ducato di Lucca e interamente annessa all’Impero nel 1808, porta tracce importanti del breve periodo napoleonico. Restano del periodo imperiale opere e istituzioni particolarmente interessanti per capire come in pochi anni fosse stata raggiunta una condizione di modernità che non fu del tutto cancellata dal ritorno lorenese. La figura di Napoleone, ancora da molti oggi considerata controversa per la sua condotta dl potere durante il quindicennio della sua ascesa, rappresenta uno degli snodi fondamentali della storia, che ha segnato indelebilmente lo sviluppo dell’Europa moderna, in campo istituzionale, giuridico e culturale, imprimendovi un cambiamento irreversibile.