Firenze: al Teatro della Pergola «La mafia» di don Sturzo in prima nazionale

La Mafia_ ph. Tommaso Le Pera (7)

FIRENZE – «La Mafia» di Luigi Sturzo, uno spettacolo di Piero Maccarinelli, debutta in prima nazionale al Teatro della Pergola giovedì 13 e venerdì 14 maggio, ore 18.45, con i giovani dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e della Fondazione Teatro della Toscana. Scritto nel 1900, il testo rientra a pieno titolo nella battaglia di Don Sturzo contro la mafia e la partitocrazia connessa alla corruzione, al clientelismo, all’abuso del denaro e del potere pubblico.

Il 25 febbraio 1900, a Caltagirone, al Teatro Silvio Pellico, si rappresenta «La Mafia» di Luigi Sturzo su un fenomeno criminale fiorente, che parla di Bene e di Male, ma che è anche storia vera; un esempio di teatro civile, politico, una testimonianza dei legami già allora esistenti tra mafia e politica; legami ripetuti, complessi e forti al punto di condizionare le aule di giustizia. Scritto in pochissimo tempo, il testo fu inserito nel 1974 nel primo volume degli «Scritti inediti» di Luigi Sturzo. Il dramma non venne però pubblicato integralmente, mancava il quinto atto, che non si trovò fra i documenti dell’Archivio Sturzo. Una sola breve scena venne ritrovata, ma molto significativa, che potrebbe avere il significato che Sturzo voleva. Non si è mai saputo in base a quale valutazione etica o politica Don Sturzo lo avesse eliminato dalle carte.

Al centro della messinscena l’omicidio avvenuto nel 1893 del cavalier Emanuele Notarbartolo, direttore del Banco di Sicilia, ex sindaco di Palermo e deputato del Regno. Un delitto eccellente per cui la pubblica accusa aveva individuato come mandante l’on. Raffaele Palizzolo, una circostanza che causò enormi difficoltà e lungaggini allo svolgimento dei processi a carico di ideatori ed esecutori dell’omicidio. Una situazione intricata e melmosa da cui non a caso scaturirono sentenze contraddittorie: Palizzolo condannato in primo grado, venne assolto in appello dodici anni dopo, nel 1905. Era stato proprio Luigi Sturzo, alla vigilia della rappresentazione del suo dramma, a sottolineare in un articolo a sua firma sulla “Croce di Costantino” dal titolo La Mafia, i condizionamenti processuali e l’inquinamento evidente della vita sociale, culturale, economica e politica della giovane nazione. Il grido d’accusa rappresentato nel dramma firmato da Sturzo determinerà una scelta incontrovertibile dello statista siciliano, in cui prendono vita davanti agli spettatori i modelli di malaffare, gli interessi illeciti, le complicità, le contiguità e correità, sino alla partecipazione all’associazione criminale mafiosa, tutti vòlti al controllo della cosa pubblica e della politica, al fine di occupare i processi economici e sociali, ben prima della normazione del 416 bis del codice penale o dell’intervento giurisprudenziale del concorso esterno in associazione mafiosa.

Sturzo aveva l’obiettivo di indirizzare le masse, in gran parte composte da persone che non sapevano leggere, con un messaggio semplice, basato su fatti reali. Allo scopo di rendere per loro possibile una scelta consapevole, di responsabilità. Oggi la potremmo definire “una scelta di campo per il bene comune e la giustizia sociale”. E come poi dal suo Partito Popolare sia, venuta fuori una Democrazia Cristiana a dir poco indifferente al problema, non è certo un mistero.

Fin dalla ripartenza, dunque, la Fondazione esprime tutte le specificità di una linea culturale che è di per sé ricerca e rischio e che ha nella valorizzazione dei nuovi talenti la solida base su cui si fonda la costruzione dell’identità di un nuovo teatro.  In questa direzione devono essere letti tutti gli spettacoli in programma in questo mese: i già citati Giocando con Orlando – Assolo e interno/esterno, La mafia di Luigi Sturzo, adattamento e regia di Piero Maccarinelli, in prima nazionale il 13 e 14 maggio alla Pergola (in onda in prima serata il 29 maggio – ore 21:15 – su Rai Cinque, regia televisiva di Marco Odetto): un intreccio tra mafia e politica che ha anticipato la realtà attuale di oltre un secolo, con protagonisti i giovani del “vivaio” del Teatro della Toscana e dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, avvio di una importante collaborazione tra le due istituzioni sul tema dei giovani e dell’avviamento e del perfezionamento al lavoro; il Workcenter Grotowski con Sin Fronteras (Senza Frontiere), regia di Thomas Richards, in prima nazionale al Teatro Era il 15 maggio, il 16 maggio con Le Storie di Katie e l’anteprima di E il popolo canta, entrambi regia di Mario Biagini; La donna volubile di Carlo Goldoni, regia di Marco Giorgetti, alla Pergola dal 19 al 23 maggio, con le attrici e gli attori de l’Oltrarno, la scuola di formazione del mestiere dell’attore diretta da Pierfrancesco Favino; Pinocchio da Carlo Lorenzini, uno spettacolo di Pier Paolo Pacini, alla Pergola dall’1 al 6 giugno e al Teatro Era l’8 giugno con i diplomati del Corso per Attori ‘Orazio Costa’.

Biglietteria: Teatro della Pergola, Via della Pergola 12, Firenze – tel. 055.0763333. Aperta dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 17.30, il sabato dalle 10.30 alle 14, domenica riposo. (Nelle giornate di spettacolo la biglietteria aprirà un’ora prima dell’inizio). Online su www.teatrodellapergola.com

Biglietti per «La mafia»: Intero € 15, ridotto € 10 (under 30, over 60, soci Unicoop [mercoledì e giovedì, max 2 biglietti ridotti a tessera], abbonati). Call Center 055.0763333 È attivo dal lunedì al venerdì, dalle 10.30 alle 17.30, e il sabato dalle 10.30 alle 14.00 per qualsiasi tipo di informazione