Renzi rivela: «Io indagato anche per la conferenza di Abu Dhabi»

Matteo Renzi (Foto ANSA)

FIRENZE – Matteo Renzi fa sapere che c’è un’altra inchiesta della procura di Firenze, oltre a quella sulla fondazione Open, che lo vede coinvolto. Lo rivela nel suo ultimo libro: Contro corrente. L’inchiesta, tuttora in corso, riguarda il compenso che Renzi ha percepito per la partecipazione alla famosa conferenza di Abu Dhabi. Pagamento che sarebbe transitato dalla società con sede a Portici (Napoli), di Carlo Torino, indagato assieme a Renzi per false fatturazioni. L’accusa contestata è quella di emissione di fatture per operazioni inesistenti in relazione al compenso ricevuto.

E sempre dai pm fiorentini, e in particolare proprio dalle indagini sulla fondazione Open, sarebbero partiti gli accertamenti da cui è nata l’inchiesta della procura di Roma per finanziamento illecito, di cui si è avuto notizia ieri, che vede indagati Renzi e il manager Lucio Presta e che ruota attorno a una serie di bonifici sospetti legati alla produzione del documentario Firenze secondo me. Le indagini dei magistrati del capoluogo toscano sarebbero insomma all’origine di tutte le vicende giudiziarie dell’ex premier, che nel suo libro giudica ossessivo il modo in cui i pm fiorentini si occupano di lui e della sua famiglia. Secondo quanto appreso da fonti investigative, gli accertamenti della guardia di finanza che hanno portato all’inchiesta sulla conferenza di Abu Dhabi sono partite da una segnalazione inviata in procura dall’Unità antiriciclaggio (Uif), che avrebbe indicato movimenti di denaro poco chiari sul conto corrente della Carlo Torino e associati.

La società, con sede nell’abitazione di Carlo Torino e praticamente inattiva, avrebbe fatto da intermediario a Renzi presentando una fattura da 75mila euro alla società organizzatrice dell’evento di Abu Dhabi. A sua volta il leader di Iv avrebbe poi incassato la cifra fatturando alla società di Portici. L’operazione complessiva, di per sé lecita (RPT lecita), sarebbe stata considerata tuttavia poco chiara dai magistrati, che hanno deciso di effettuare ulteriori approfondimenti, partiti a inizio 2020. Sempre dalla Uif sono partite le segnalazioni di operazioni sospette che hanno portato all’apertura di un’inchiesta sui presunti finanziamenti illeciti alla fondazione Open, nata per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi.

Una di queste, giunta a Firenze e poi inviata ai pm di Roma per competenza, è all’origine dell’indagine su Renzi e Presta. Quanto alle critiche nel libro di Renzi ai pm fiorentini, sono rivolte in particolare al procuratore aggiunto Luca Turco, titolare di tutte le inchieste aperte sia su di lui sia sui suoi familiari, e al procuratore capo Giuseppe Creazzo. Per l’ex premier l’inchiesta su Open, sarebbe un’invasione di campo che segna la fine della separazione dei poteri, un processo politico alla politica. Intanto, come detto anche in un’altra notizia pubblicata da Firenze Post, oggi 14 luglio 2021, il tribunale di Cuneo ha assolto Laura Bovoli, madre di Renzi dall’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta documentale della Direkta, srl, fallita nel 2012, che si occupava di diffusione di volantini e pubblicità della grande distribuzione.