Covid: lo stato d’emergenza sarà prorogato. E green pass per lunghi viaggi in treno e aereo

Un lungo viaggio, in treno o in aereo, potrebbe richiedere l’esibizione del green pass. E’ una delle ipotesi che, secondo fonti di governo, sarà valutata in occasione della cabina di regeoia lunedì 19 o martedì 20 luglio. La stessa cabina che deciderà, ormai è quasi certo, il prolungamento dello stato d’emergenza in scadenza a fine mese. Due, al momento, le ipotesi sulla durata della proroga: fine ottobre, oppure fine dicembre.

Green pass sì, green pass no, green pass forse. Con l’aumento dei casi covid, e dopo la mossa di Macron in Francia, nel nostro Paese prende corpo il dibattito, con prese di diverse, soprattutto per frenare la diffusione delle varianti, in particolare la Delta. La discussione è arrivata anche sul tavolo del governo che, con il Cts ha avviato la fase di studio. La riunione della cabina di regia è prevista, come detto, a giorni e una decisione potrebbe arrivare agli inizi della prossima settimana. La direzione sembra essere quella di un green pass all’italiana, quindi limitato solo ad alcune situazioni. Il sì all’ipotesi di adottare anche in Italia il modello esteso, come in Francia, è arrivato da Walter Ricciardi, consulente dl ministro Speranza: «E’ assolutamente giusto portare questo modello in Italia. Bisogna fronteggiare questa quarta ondata, che è minacciosa perchè la variante Delta è contagiosissima e quindi c’è la necessità di prendere le misure più adeguate».

Sulla stessa lunghezza Matteo Renzi: «D’accordo con Macron, chi è vaccinato entra dove gli pare e chi non lo è deve avere delle regole diverse. Su sanità e scuola, quindi per infermieri, medici e insegnanti, dico che se fai quel lavoro ti devi vaccinare, perche’ voglio mandare i miei figli in una scuola dove il vaccino c’è. Se non lo vuoi fare, stai a casa e non prendi lo stipendio». Per il ministro Maria Stella Gelmini  «è chiaro che guardiamo con preoccupazione la diffusione della variante Delta, stiamo monitorando l’andamento dei dati. Devo dire che e’ confortante il numero di inoculazioni giornaliere perchè riusciamo a raggiungere, e spesso superare, le 500 mila inoculazioni al giorno e questo ci conforta. Il governo è molto attento alla variante, stiamo procedendo con i sequenziamento, stiamo andando avanti con le vaccinazioni, la prossima settimana si riunirà la cabina di regia per le decisioni del caso».

Tra i contrari al modello francese il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Ed è contraria la leader di Fratelli d’Italia, Giorga Meloni: «Mentre in Italia si guarda a Macron come modello – ha scritto su Facebook – la Germania dice no al green pass come requisito per partecipare alla vita sociale: la coercizione non e’ la via per guadagnare la fiducia dei cittadini. Secondo la stampa nostrana, chiunque provi ad opporsi ad una stretta cosi’ illiberale e pericolosa, è automaticamente un novax. Quindi, secondo certi giornalisti, anche Angela Merkel è una novax? Non se ne puo’ piu’ di questo approccio ideologico che continua a estremizzare il dibattito tentando di mettere le persone le une contro le altre».

Di introdurre l’obbligo del green pass per entrare in bar e ristoranti, ne parleremo se e quando ce ne sarà la necessità, dice il leader della Lega Matteo Salvini. «Adesso chiediamo attenzione, rispetto delle regole però non possiamo terrorizzare la gente prima del tempo. Quindi se ce ne sara’ la necessita’ vedremo se investire in sicurezza. Noi vogliamo garantire un’estate in salute e al lavoro. Fortunatamente la situazione è positiva, il piano vaccinale corre. Abbiamo archiviato i ritardi di Conte e Arcuri e grazie a Draghi e Figliuolo tutti quelli che vogliono mettersi in sicurezza possono farlo. Fragili e anziani sono coperti all’80%». La discussione, dunque, va avanti. Per il governatore della Liguria, Giovanni Toti, è meglio mostrare un green pass che rinchiudersi in casa.