Governo e vaccinazioni obbligatorie. L’esperienza britannica dimostra che si muore di Covid anche dopo le vaccinazioni

EPA/ANDY RAIN

Le notizie che provengono dalla Gran Bretagna, dove la campagna vaccinale è stata molto  estesa e veloce, e dove dal 19 luglio è stato dato il via libera a tutti, il Freedom Day, arrivano notizie che dovrebbero far riflettere i paladini delle vaccinazioni obbligatorie, del green pass o comunque delle penalizzazioni per i non vaccinati, in primis il ministro Speranza e il commissario Generale Figliuolo.

La caccia al non vaccinato scatenata da governo e regioni, che è diventata un obiettivo primario del governo quasi come la caccia all’evasore, dovrebbe tener conto anche del fatto che molti di quelli, specialmente fra gli ultra60enni, che ancora non sono vaccinati, sfuggono a questo che è diventato sostanzialmente un obbligo non perché lo rifiutino per principio (non sono novax, tanto per intendersi), ma perché sono colpiti da affezioni che impediscono l’assunzione dei vaccini o perché presentano allergie che sono incompatibili con la vaccinazione.

Le esperienze di altri Paesi, come l’Inghilterra, dimostrano che la vaccinazione non garantisce l’immunità, perché una gran parte di coloro che tornano in ospedale sono stati già vaccinati. Questo fatto lo aveva riferito in un’intervista di qualche mese fa alla Nazione anche il Direttore del Pronto soccorso di Careggi, il dott. Stefano Grifoni. Per di più i dati inglesi smentirebbero l’altra affermazione dei nostri virologi e politici provax, che il vaccino salva dalle morti. I dati inglesi dimostrano  che c’è stato, in Gran Bretagna,  un aumento anche delle morti nei vaccinati con una o più dosi (60% in più nell’ultima settimana). Lo riferisce il quotidiano Libero riportando i dati diffusi dal governo di Gran Bretagna.

In Gran Bretagna dunque, dopo il Freedom Day, sono stati circa 50mila i casi giornalieri con un incremento di ospedalizzazioni e decessi. E questo nonostante la campagna di vaccinazione sia stata particolarmente avanzata,  l’88% della popolazione adulta britannica (46,3 milioni) ha già ricevuto la prima dose e il 68,8% (36 milioni) ha completato il ciclo vaccinale.

I casi di ricovero di persone completamente vaccinate sembra tuttavia in forte crescita nel Regno Unito; circa il 40% in più della settimana precedente la riapertura del 19 luglio. Secondo i numeri diffusi dal governo inglese infatti, i ricoveri al giorno sarebbero circa 700, con una crescita complessiva esattamente del 38% rispetto alla settimana precedente. I decessi riportati nella giornata del 20 luglio sono stati 96, una crescita del 60% in rapporto alla settimana precedente.

Questi dati e queste esperienze, dovrebbero far riflettere, anche se la situazione italiana sembra diversa da quella britannica.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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