Sbarchi clandestini: Lamorgese si appella ancora una volta alla Commissaria Ue, che finora fa orecchi da mercante

ROMA – Assediata da ogni parte, stretta nella tenaglia delle Ong che scaricano clandestini a go go in Sicilia, della magistratura siciliana che interviene sempre a favore degli sbarchi, oggetto di attacchi da parte del suo predecessore al Viminale, la ministra Lamorgese non sa più a che santo votarsi e si rivolge proprio alla istituzione sbagliata, quella Ue che non riesce ormai da decenni a governare l’immigrazione e che fa orecchi da mercante alle richieste di Italia e Grecia soprattutto, ma anche di Spagna e Malta. Sul tema immigrazione comandano Merkel e Macron, appoggiati dai paesi nordici, cosiddetti frugali, mentre gli ex stati comunisti dell’Est non ne vogliono sapere di accogliere clandestini.

Lamorgese, mentre Lampedusa è sommersa dagli arrivi e dai traghettamenti delle navi Ong, fa la voce grossa e chiede un urgente cambio di marcia negli interventi sulla politica migratoria dell’Unione europea. Ma è da decenni che l’Italia si affanna senza alcun risultato.

II ministro Lamorgese, nel corso del lungo colloquio telefonico con il commissario Affari interni, Ylva Johansson,  ha fatto il punto della situazione del Mediterraneo centrale e ha reiterato alla Commissione alcune richieste
in parte già avanzate in sede di Consiglio Affari interni, sottolineando ancora una volta l’urgenza di un cambio di marcia negli interventi sulla politica migratoria dell’Unione.

Tra le richieste avanzate alla Commissione e alla Presidenza di turno slovena ci sono: 1) la convocazione di un Consiglio Affari interni straordinario sull’attuale andamento dei flussi migratori che non possono essere affrontati soltanto dall’Italia e dagli altri Paesi i cui confini coincidono con le frontiere esterne dell’Unione
europea; 2) l’attivazione immediata, anche temporanea, di un meccanismo che coinvolga gli Stati membri per consentire un approdo sicuro, e compatibile con le misure anti Covid 19, alle navi delle Ong battenti bandiere europee attualmente impegnate in operazioni Sar in acque internazionali; 3) il rilancio nella trattativa sul nuovo Patto
immigrazione e asilo del principio di solidarietà tra gli Stati membri per la redistribuzione obbligatoria dei migranti salvati in mare; 4) un segnale immediato per dare seguito a quanto approvato nel Consiglio europeo dello scorso 24 giugno laddove si invita la commissione a rafforzare immediatamente le azioni concrete condotte con i Paesi di
origine e di transito dei flussi migratori per dare loro un sostegno tangibile.

Apprezzabilissimi gli sforzi della nostra ministra, ma temiamo che siano destinati ancora una volta a cadere nel vuoto.  E l’italia continuerà ad essere invasa dai clandestini con pericolo per la sicurezza e la salute pubblica.