Economia cinese: JPMorgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley tagliano stime crescita

NEW YORK – Tre colossi della finanza come JPMorgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno tagliato le stime per la crescita dell’economia cinese nell’anno in corso. La recrudescenza di casi Covid-19 – con l’imposizione di nuove restrizioni a livello locale e test a tappeto in diverse città – hanno spinto gli analisti a rivedere al ribasso le previsioni del PIL del Dragone Rosso per il resto dell’anno e l’intero 2021. L’aumento dei casi, anche se si parla di poche centinaia, potrebbe avere effetti anche sulla domanda di greggio a breve termine, e infatti oggi il petrolio sta perdendo oltre il 3%.

A influire sulle decisioni delle tre banche statunitensi sono anche i nuovi dati macroeconomici pubblicati in questi giorni. I dati sulla bilancia commerciale cinese, pubblicati sabato, sono risultati inferiori alle attese, mentre stamattina l’inflazione è risultata in lieve rallentamento, ma sopra le attese, a luglio e i prezzi alla produzione hanno mostrato un incremento tendenziale del 9%. Ciò segnala che le pressioni inflazionistiche sono ancora un pericolo per l’economia del Paese.

JPMorgan ha ridotto le stime per la crescita nel terzo trimestre su base trimestrale al 2% dal 4,3% e ha tagliato le previsioni sull’intero 2021 all’8,9% dal 9,1%. Morgan Stanley ha abbassato le stime trimestrali all’1,6%, mentre Goldman Sachs ha ridotto le previsioni al 2,3% dal 5,8%, e all’8,3% dall’8,6% per l’intero anno.

I recenti sviluppi indicano ulteriori rischi al ribasso per stime di crescita del terzo trimestre già deboli, legate alla diffusione della variante Delta, a una serie di modifiche regolamentari in nuovi settore dell’economici e all’erosione della fiducia dei mercati”, hanno scritto gli analisti di JPMorgan.

Intanto, la People’s Bank of China (ovvero la banca centrale della Repubblica Popolare Cinese) ha dichiarato che manterrà una politica monetaria “flessibile e appropriata” per mantenere la stabilità del sistema economico, in quanto la pandemia persiste e la ripresa economica interna è irregolare